Contro la sigaretta, una legge fumosa
Il Senato ha approvato la norma antifumo per i locali pubblici che entrerà in vigore non prima del 2004
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Riceviamo e pubblichiamo Fumare nei locali pubblici chiusi sarà vietato ma non così presto come sembra. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato in prima lettura l’articolo 50 del disegno di legge omnibus sulla pubblica amministrazione, che vieta di fumare nei locali pubblici al chiuso. Rinviata invece, per la mancanza del numero legale, la votazione sul provvedimento nel suo complesso, che dovrà comunque essere successivamente esaminato dalla Camera. La norma antifumo contiene un’unica interessante modifica che porta da 60 a 180 giorni il tempo utile per il Ministero della Salute per varare il decreto che preciserà le caratteristiche tecniche degli impianti di ricambio aria. Ascom Varese ritiene che, così come è stato approvato, il provvedimento possa consentire un atterraggio morbido del divieto sul settore, sia per la decisione di rinviare ad uno specifico decreto la definizione delle caratteristiche degli impianti di aerazione e ventilazione (in modo da evitare speculazioni da parte dei produttori e installatori), che per l’impegno, più volte ribadito dal Ministro Sirchia, ad accompagnare la nuova normativa con campagne di informazione e sensibilizzazione al problema del fumo passivo, cui la Fipe, Federazione Nazionale dei Pubblici Esercizi di Confcommercio, ha già dato la propria disponibilità. Tuttavia, Ascom Varese è preoccupata del fatto che non ci sia sufficiente chiarezza nel delimitare la responsabilità dei gestori alle azioni di loro stretta competenza, quali la mancata esposizione della cartellonistica di divieto di fumo ove previsto oppure la mancata messa a norma dell’impianto di ventilazione e depurazione dell’aria. E resta la perplessità per il fatto che si rinvii a una Finanziaria già di per sé – come dice il Presidente Billè – di galleggiamento, l’impegno di trovare strumenti ed incentivi per consentire nei locali pubblici la convivenza tra fumatori e non fumatori. Insomma, se un locale vuole consentire la convivenza tra fumatori e non fumatori deve investire una cifra almeno pari a 1.000-2.000 euro, per un investimento complessivo del settore di circa 70 milioni di euro, cifra stimata nell’ipotesi che solo una parte degli esercizi si adegui. Un importo sicuramente rilevante per un mercato che anche nei prossimi anni potrebbe registrare difficoltà per i consumi. In ogni caso siamo convinti che la normativa non debba essere calata dall’alto, ma basata sulla condivisione degli obiettivi, quindi orientata ad accelerare un processo che è già in atto presso i nostri associati, che da tempo intervengono spontaneamente nei loro locali per assicurare il miglior ambiente possibile ai propri clienti. La norma assume particolare rilievo perché dal momento dell’approvazione definitiva del decreto parte il termine di 12 mesi entro cui le Ascom dovranno svolgere campagna di informazione concedendo al tempo stesso un ambito temporale sufficientemente congruo per consentire agli esercenti interessati di poter adeguarsi alla nuova norma. Considerando che la norma deve ora passare al vaglio della Camera, a cui deve necessariamente seguire il decreto attuativo del Ministero della Sanità, la normativa nel ‘migliore’ dei casi entrerà in vigore non prima del 2004. |
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