«Difensore Civico, basta con i rinvii, si vada alla votazione»

Sulla discussa questione del difensore civico interviene Francesco Liparoti, uno dei padri consiliari dello Statuto Comunale

Difensore civico, un percorso sicuramente lungo. Dieci i candidati tra cui scegliere, ma la nomina sembra ancora lontana, soprattutto dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio comunale Vito Pipolo secondo cui la colpa sembra sia da ricercare nello statuto comunale che definisce parametri troppo esigenti per l’individuazione del candidato ideale.
«Non posso non ricordare  – spiega Francesco Liparoti, uno dei “padri” consiliari del primo Statuto Comunale di Tradate, esponente dei DS e dell’ associazione “Aprile per la sinistra” – che di  quella commissione, che predispose lo statuto approvato poi dal consiglio comunale nelle sedute del 12 giugno e 17 settembre 1991,  faceva parte anche Gianluigi Margutti, che, come oggi, ricopriva la carica di vicesindaco. La giunta era guidata Ferdinando Lucioni. Nella lettera di accompagnamento, a firma del sindaco e del vicesindaco,  dello statuto inviato a tutte le famiglie si diceva: “ ….Sembra importante, e nel presupposto certamente lo è, l’ istituzione della figura del Difensore Civico nominato dal Consiglio Comunale su indicazione dei Cittadini con la finalità di controllo e proposizione affinché l’ atto amministrativo sia sempre più aderente, efficace, rapido  e trasparente nei confronti del Cittadino».

Cosa prevede lo Statuto?
«Ritengo superfluo ma necessario ricordare per l’ennesima volta a coloro i quali, nella maggioranza che amministra Tradate (Lega, AN e FI) ,  vedono nella figura del difensore civico una sorta “disturbatore del manovratore” che , l’ufficio del Difensore Civico “come previsto dallo Statuto “svolge un ruolo di garante del buon andamento, imparzialità , tempestività e correttezza dell’ azione amministrativa , segnalando al Sindaco, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze nei confronti dei cittadini”»

Sembra che sia  l’attuale regolamento a non permettere  l’elezione di questa figura.
«Non comprendo come si possa dire che l’ attuale regolamento, modificato negli anni, non permetta l’elezione del difensore civico, visto che si sono presentati circa una dozzina di candidati e che addirittura sono stati ascoltati da una commissione consiliare.
Ricordo a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno, che a nominare il difensore civico è il consiglio comunale non le segreterie dei partiti o la conferenza dei capigruppo tantomeno il sindaco, quindi si vada in consiglio comunale e si facciano le votazioni. Solo allora sapremo se tra quei candidati c’e’ ne almeno uno che raccoglie la maggioranza dei consensi». 

Ma come mai non si riesce ad eleggerlo allora?
«Il problema vero è che la Lega Nord non vuole questa figura. Sono dieci anni che governa Tradate e già in altre occasioni non ha voluto eleggerlo (la maggioranza del consiglio dispone di 13 consiglieri su 20) accampando le scuse più disparate. Non vorrei ricordare, quando ci fu la possibilità di eleggere il Dott. Raos Giorgio, che aveva già svolto le funzioni di giudice conciliatore con grandi capacità amministrative,  come venne valutata dalla Lega quella candidatura in consiglio comunale. Si dica con chiarezza in consiglio comunale se si vuole ottemperare a quanto previsto dallo statuto oppure no e non c’e’ bisogno di essere marziani per poter svolgere questa funzione basta solamente volerlo».

Come finirà?
«Ho la netta sensazione che fin quando ad amministrare Tradate ci sarà la Lega, da sola o in compagnia, di difensori civici non ne vedremo neanche l’ombra, perché la Lega confonde amministrare con comandare per cui non vuole dare conto a nessuno».


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Pubblicato il 05 Giugno 2003
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