«Statale 394, in autunno la fine di un incubo durato decenni»

Maccagno – Procedono i lavori nel cantiere che ha fatto da tassello all’inchiesta della Procura di Milano sugli appalti Anas. Posati i piloni per l’ampliamento della carreggiata, a buon punto la “galleria paramassi”

«E adesso cosa succederà?», sembrano chiedersi le decine di automobilisti raggiunti dalle ultime notizie ribattute dalle agenzie che parlano proprio del cantiere attraverso il quale stanno passando con la loro auto. Sono le 15.30 e a Maccagno regna il caldo canicolare: gli operai stanno lavorando per completare la galleria paramassi e l’ampliamento della carreggiata verso il lago, che permetterà di risolvere un vero e proprio incubo viabilistico. Non solo per i gitanti della domenica, che a migliaia rimangono incolonnati scendendo verso sud, anche alcune ore dopo il tramonto, per aver affollato nel pomeriggio il lido di Maccagno.
Ma di incubo si parla anche per gli abitanti della zona alta del Verbano che due volte, nel giro di un anno, sono rimasti isolati e costretti a un lungo viaggio in auto per il monte Ceneri, in Svizzera, per raggiungere Luino.
Tutti inizia nel febbraio 2002, quando crolla un costone di roccia travolgendo la strada ferrata e la statale: si sfiora la tragedia: solo qualche secondo prima e la slavina avrebbe investito un treno passeggeri che transitava sulla tratta Luino–Bellinzona. La popolazione dell’Alto lago vive i primi giorni di dramma. Poi i lavori di messa in sicurezza e, dopo nemmeno tre mesi ecco abbattersi la seconda mazzata: altra frana, altri disagi, ma i paesi isolati sempre gli stessi: Maccagno, Tronzano, Pino Lago Maggiore, Veddasca. Commercio in crisi e turismo in ginocchio.
L’Anas a questo punto interviene e si decide di realizzare una grande opera paramassi capace di assicurare il transito delle auto lungo la statale nel punto dove la roccia è più instabile. Dopo le opere di messa in sicurezza, di “disgaggio” dei massi pericolanti, e la realizzazione di un senso unico alternato, con semaforo, viene indetta una gara d’appalto, che si tiene nel novembre del 2002. La spunta la ditta Cetti spa di Sondrio, per lavori pari a 3.421.499 euro. Parte delle opere, in particolare la realizzazione di alcune perforazioni per la posa di piloni in cemento armato sulla riva del lago, vengono affidati alla Consonda srl, società edile subappaltatrice di Palermo.
I lavori iniziano ai primo di gennaio e il tempo utile per la realizzazione dell’opera è di 180 giorni. Ad oggi è stata concessa una proroga di altri sessanta giorni, e quindi i lavori dovrebbero essere ultimati entro l’autunno.
Un sospiro di sollievo verrà a questo punto tirato dagli abitanti dell’alto lago che vedranno, si spera, risolto un problema già attuale trent’anni fa.

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Pubblicato il 15 Luglio 2003
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