Rifugiati: «Servono strutture di accoglienza in provincia»
Parla Christopher Hein direttore nazionale del consiglio italiano rifugiati. Aumenta l'afflusso di richiedenti asilo a Malpensa
Aumenta l’afflusso di richiedenti asilo all’aeroporto di Malpensa. Dal primo gennaio 2003, sono già 392, contro i 352 di tutto il 2002. Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano rifugiati, ha ricordato oggi a Varese che il nostro paese attende ancora una legge organica sul diritto di asilo. «Gli articoli della Bossi Fini che riguardano gli asilanti non sono applicati perché manca il regolamento attuativo della legge» ha spiegato il dirigente dell’associazione che lavora da tredici anni con il patrocinio dell’alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati. Ma il Cir non guarda con favore alla Bossi Fini, preferirebbe piuttosto una nuova legge, per quale, ricorda Hein, esiste a tutt’oggi un interesse trasversale a tutti i partiti.
Sono due sono gli elementi della nuova legge che preoccupano i dirigenti dell’organizzazione: il trattenimento in centri di identificazione e la mancata possibilità di avere un ricorso in caso di domanda bocciata. La legge prevede infatti sette commissioni territoriali invece di una nazionale – e questo aspetto viene visto con favore – ma dà solo 20 giorni di tempo per esaminare la domanda. In caso di risposta negativa, il rifugiato sarebbe espulso. E il ricorso si potrebbe fare solo dopo aver lasciato l’Italia. Ma in questo modo si rischia di mettere in pericolo la vita di chi cerca asilo.
Il Cir si occupa di dare informazioni e assistenza a tutti coloro i quali chiedono asilo politico in Italia,. Ci sono sportelli a Venezia, Ancona, Brindisi, Gorizia, Trapani. A Malpensa, vi lavorano sette persone. Il flusso di richiedenti asilo è di circa 120 ogni trimestre. Rimangono irrisolti molti problemi. Prima di essere indirizzati alle strutture del territorio (per la provincia di Varese viene utilizzato un albergo a Marzio) i richiedenti asilo passano alcuni giorni nell’area transiti di Malpensa, dormendo sulle sedie, in attesa che venga verificata la loro posizione.
«Dobbiamo poi aumentare le strutture sul territorio – spiegano Hein e Marco Tenaglia, responsabile dello sportello di Malpensa – perché i posti letti sono sicuramente meno di quelli necessari. Siamo contro i mega centri, sarebbe invece opportuno che i comuni mettessero a disposizione altri appartamenti».
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