«Con la Gioebia bruciamo tutti i mali dell’inverno»
Giovedì sera processione tra mangiafuoco e spettacolo teatrale prima del rogo della "vecchia". L'iniziativa in ricordo di Gigi Bassani, scomparso nel 2001 il giorno dopo la prima edizione
|
La tradizione della Gioebia a Carnago è stata riportata in auge nel 2001 e tra gli organizzatori c’era anche Gigi Bassani, scomparso il giorno dopo la prima rappresentazione. «Oggi vogliamo continuare l’opera iniziata da Gigi – prosegue Frattini -. La voglia di portare avanti queste iniziative laiche in cui lui ha sempre creduto è un modo per sentirlo sempre vicino e proseguire il percorso da lui iniziato. Noi abbiamo solo raccolto il testimone». |
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Ferito con un machete sul lungolago: agguato nella notte a Laveno Mombello
Fabrizio Tamborini su Ferito con un machete sul lungolago: agguato nella notte a Laveno Mombello
Felice su "Ciak si gira!", alla scuola Mazzini di Varese le riprese del nuovo film di Emanuele Mattana
lenny54 su Il sindaco di Besnate in Ucraina: «A Odessa problemi ordinari in una situazione straordinaria»
principe.rosso su Il sindaco di Besnate in Ucraina: «A Odessa problemi ordinari in una situazione straordinaria»
Felice su Ospedale di Comunità di Somma Lombardo ai privati, Astuti (Pd): "Decisione calata dall’alto, ulteriore colpo alla sanità pubblica"

«Con la Gioebia bruciamo tutto quello che di negativo ha portato l’inverno». Grande fermento a Carnago per il tradizionale appuntamento per la festa della Gioebia, ovvero della vecchia di paglia che viene bruciata dalla cittadinanza. L’iniziativa si svolge ogni ultimo giovedì di gennaio e a organizzare l’iniziativa quest’anno sono Il Circolo Familiare di Carnago, l’associazione Nessuno Escluso e la Balcon Band. Proprio in questi giorni, al piano superiore del Circolo, tre artisti locali (Sergio Michilino, Ugo Perini e la neo-presidente di Nessuno Escluso, Adriana Gasparotto) stanno realizzando il grande pupazzo alto più di due metri (foto sopra), che rappresenterà la "vecchia" e che sarà portato in giro per il paese in processione, prima di essere bruciato.
«La Gioebia rappresenta quello che di negativo ha portato l’inverno, poca luce, freddo, niente raccolti, polmoniti – spiega Angelo Frattini (foto a lato), tesoriere del Circolo -. Dopo questa giornata si allungano le ore di luce, comincia a intravedersi la primavera. Chiaramente questa tradizione arriva dai contadini e oggi abbiamo tutti luce elettrica e riscaldamento. Ma i momenti brutti ci sono comunque. Ognuno di noi ha la sua Gioebia dentro e ognuno la brucia per i suoi motivi».





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.