Villa Pirelli, dimissionari i vertici dell’Accademia di studi superiori

Cossiga, Zamberletti e Dionigi hanno lasciato il cda. L'ex sindaco Crosti: «Brutto inizio per la nuova giunta», la replica: «Il polo scientifico rimane il nostro obiettivo»

Francesco Cossiga? Dimissionario. Il senatore Zamberletti? Dimissionario. Il rettore Dionigi? Idem come sopra. Il prestigioso organigramma dell’Accademia nazionale di studi superiori di Villa Porro Pirelli a Induno Olona, sta perdendo i suoi pezzi pregiati. È l’ex sindaco Carlo Crosti a lanciare l’allarme. Crosti, consigliere d’amministrazione dell’accademia, interviene su una vicenda inevitabilmente destinata ad essere materia bollente, a cavallo tra il passato e il futuro politico della città.
Sulla trasformazione del vecchio edificio in molti avevano scommesso: un prestigioso centro alberghiero, un nuovo polo turistico congressuale e appunto la sede di un corso superiore post universitario. Questo avrebbe dovuto essere Villa Porro Pirelli. L’albergo è stato inaugurato l’anno scorso, i tre ristoranti annessi girano a pieno regime, il centro congressi si sta facendo le ossa, ma dell’accademia ancora nessuna traccia. 
Non solo, avverte Crosti: il presidente onorario Francesco Cossiga e il presidente effettivo Giuseppe Zamberletti hanno presentato le proprie dimissioni. Ugualmente distante sembra attualmente l’università dell’Insubria, fin dall’inizio molto vicino al progetto. «Uno scivolone dell’attuale amministrazione», sentenzia adesso l’ex sindaco in una lettera inviata a Varesenews, «Oggi che governa il paese, la coalizione di centro-sinistra sta facendo di tutto per far sì che Villa Pirelli resti solo un bell’albergo».  
Un paradosso, sembra: negli anni scorsi e in campagna elettorale, era proprio l’opposizione di centrosinistra a spingere perché l’allettante struttura alberghiera gestita dalla società Ask di Enrico Somma, non fosse il core business e il destino principale del progetto di riqualificazione dell’area. 
E dunque? «La vicenda di Villa Pirelli è molto complessa e non mancano le stranezze» è la prima replica del neo sindaco Maria Angela Bianchi.
La prima di queste è che le dimissioni di Cossiga e di Zamberletti sono arrivate quando ancora lo scrutinio elettorale del 13 giugno era ancora in corso e l’elezione della Bianchi non ancora ufficializzata. «Per carità – ammette il sindaco – forse un atto doveroso, essendo stati stati nominati da un’altra amministrazione, però certo è strano». 
Lo stesso sindaco ha poi scritto a Cossiga e a Zamberletti chiedendo loro la revoca delle dimissioni. Obiettivo non raggiunto: scelta irrevocabile, nel caso di Zamberletti in particolare per il sopraggiungere di nuovi impegnativi ruoli pubblici. 
Rimane il caso del rettore. Anche a lui, dimissionario, è giunta una lettera del sindaco. Al momento senza nessuna risposta. 
«In realtà – continua la Bianchi – il consiglio d’amministrazione scadeva ufficialmente nel marzo 2004». Nessun mistero polemico, dunque.
Quello che è certo è che adesso urge un incontro tra le parti e il rinnovo del consiglio. Ma lo stesso Somma si trova lontano da Varese. Tutto rinviato a settembre. 
Ciò che l’amministrazione indunese tuttavia respinge con fermezza è il disimpegno dal progetto Accademia: «Il polo scientifico rimane il nostro obiettivo, l’albergo deve rimanere un accessorio utile». Intanto si prende tempo: una defezione ancora da decifrare quella dei nomi famosi, ma potrebbe preludere ad un cambio radicale e ad un nuovo passo di marcia. 
Ma, fa capire il sindaco, occorre andare in fondo con la lettura delle carte, degli statuti, per comprendere effettivamente qual’è il ruolo del comune, quale quello dell’assemblea o quello dei soci. 
A settembre, alla ripresa dell’attività, c’è da scommetterci che l’argomento sarà uno dei più caldi dell’agenda politica.  

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Pubblicato il 19 Agosto 2004
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