I tassisti varesini a Malpensa: “Formigoni, aiutaci a lavorare”

In coda all'intervento del Presidente della Regione, gli operatori hanno consegnato una lettera aperta

Ad attendere il presidente della Regione Roberto Formigoni c’erano anche i tassisti varesini, colpiti anch’essi dal mancato sviluppo di Malpensa: le 113 licenze concesse che hanno raddoppiato il numero dei lavoratori in provincia, si sono risolte un flop. Poche le richieste, più alti i prezzi, adeguate a quelle dei tassisti milanesi. Il risultato? Poche corse dall’aeroporto, più remunerative, diminuzione della disponibilità di taxi per corse “normali”, diverse da quelle che fanno capo a Malpensa, dove  i prezzi dell’aeroporto sono fuori mercato.

Una situazione che, dopo aver dato le prime illusioni sta diventando insostenibile: per questo una delegazione di loro, capitanata del presidente della  Cna Taxi Varese Tiziano Pezzoli si è rivolta al Governatore per ripristinare almeno le 12 ore giornaliere di lavoro possibili (con le nuove licenze era stata ridotta a 10) in modo da poter effettuare qualche ora di lavoro “cittadino” non legato al deludente Hub. L’incontro, una consegna formale della lettera firmata dai presidenti di Cna Taxi Varese, Confartigianato Taxi e Consorzio Taxi Malpensa, si è svolto in coda all’intervento di Formigoni a Ville Ponti

 

Di seguito, il Testo completo della lettera:

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Lettera aperta al Presidente Roberto Formigoni

 

Oggetto:  Situazione taxi provincia Varese

 

 

ci rivolgiamo a Lei quale garante superiore delle  autonomie locali e come rappresentante di tutte le undici province per chiederLe un incontro con le scriventi Associazioni Taxi. Tale richiesta è motivata da un’esigenza di rispetto della diversità del servizio degli operatori taxi della Provincia di Varese rispetto al nascente regolamento Tipo regionale all’interno del Bacino Aeroportuale Lombardo.

 

            Ricordiamo che la Regione Lombardia a partire dall’anno 1998 ha concesso n° 113  nuove licenze taxi (raddoppiando l’organico provinciale) tutte finalizzate al nascente aeroporto di Malpensa 2000. A tutt’oggi l’aeroporto, come Lei ben sa, ha un’operatività notevolmente ridotta, come movimento passeggeri, rispetto ai primi due anni di attività: riposizionamento di voli su Linate, cancellazione di molti  voli Alitalia e di compagnie estere, calo generalizzato degli utenti provenienti dal Nord America (effetto dell’11 settembre) e dall’Asia (Sars). Tutto questo ha fatto sì che il lavoro in aeroporto si è notevolmente ridotto al punto che attualmente le attese minime, per effettuare un carico sono diventate di 3-4 ore pregiudicando conseguentemente il fatturato di ogni singolo operatore. L’imposizione della riduzione del turno di lavoro a 10 ore/giorno (o 12 discontinue) come indicato nella D.G.R. n° 11948  del 24 gennaio 2003 ed entrata in vigore nel luglio di quest’anno ha ulteriormente peggiorato la situazione che ad oggi si presenta così:

 

         Taxi in aeroporto: possibilità di effettuare al massimo 2 corse/giorno con riduzione di almeno 1/3 rispetto al fatturato precedente.

         Taxi in città: la riduzione di fatturato, normalmente di 1/3 rispetto a quello di un operatore di Milano a parità di ore lavorate, costringe l’operatore a spostare la sua attività in aeroporto per rimpiazzare la quota di guadagno mancante: il tutto con notevole pregiudizio del servizio all’utenza cittadina.

 

Questa situazione è economicamente insostenibile!!! Chiediamo quindi il ripristino di alcune condizioni operative pre-Malpensa ed in particolare proponiamo:

         taxi in aeroporto: ripristino delle 12 ore continuative, le due ore aggiuntive potranno essere utilizzate solo nell’aeroporto della propria provincia da quei taxi che decideranno di operare preferibilmente in aeroporto.

         Taxi in città: aggiunta di 4/5 ore al turno giornaliero di bacino (10 o 12 ore se spezzato) le ore aggiuntive potranno essere utilizzate solo nel comune di appartenenza delle licenze di quei taxi che sceglieranno la città,  per effettuare, a turno, il servizio cittadino.

 

Le due proposte sopracitate non potranno essere cumulabili e potranno essere adottate da ogni comune del bacino, ognuno nel proprio territorio provinciale con regolamentazioni omogenee.

 

Nel rinnovarLe la richiesta d’incontro e consapevoli, altresì, della difficile situazione  La ringraziamo anticipatamente per l’attenzione prestata.

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Pubblicato il 14 Dicembre 2004
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