«Vogliamo una Lombardia dove sia importante fare impresa»

Alberto Ribolla, presidente dell’Unione degli industriali ha presentato nei giorni scorsi un documento a Formigoni sulle linee strategiche per lo sviluppo del territorio

Togliamoci dalla testa le grandi fabbriche, le ciminiere, i capannoni industriali che hanno cambiato l’immagine del territorio negli anni sessanta. «Le imprese stanno subendo un cambiamento morfologico. Con una sola frase: meno hardware, più software».

Alberto Ribolla, presidente dell’Unione degli industriali di Varese, è un ottimista e crede ancora molto nel suo lavoro di imprenditore oltre che a quello che gli è stato assegnato per rappresentare i suoi colleghi di tutto il Varesotto.
«Sono abituato a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Fare impresa è la mia vita e affronto i cambiamenti che oggi l’economia impone a ogni azienda che vuole restare sul mercato».

Ribolla ha approfittato della visita di Roberto Formigoni a Varese per consegnargli un documento sulle linee strategiche per lo sviluppo del territorio.

«L’intervento più urgente che sta rendendo drammatica la situazione di tante aziende non è nei poteri del Governatore. Oggi la situazione che più ci penalizza è quella relativa alla forza dell’euro. Questo continuo apprezzamento sul dollaro sta minando alle radici il nostro export. Un anno fa, quando per acquistare un euro servivano 1,2 dollari si affermava che se si fosse arrivati a 1,3 sarebbe stato come vanificare un punto del Pil. Oggi siamo a 1,34. Gli Stati Uniti hanno un’economia in crisi e sfruttano i meccanismi monetari come eravamo soliti fare anche noi in Italia. Questo per la nostra economia è tragico perché a quella statunitense è agganciata anche tutta la realtà del sud est asiatico e la Cina e quindi per questi paesi esportare diventa sempre più vantaggioso. Comunque su tutto questo nessun Governatore potrà agire, perciò torniamo al nostro territorio».

Quali sono i punti chiave del vostro documento?
«Chi governa la Lombardia deve rendere vantaggioso fare impresa e quindi deve mettere in atto una serie di interventi per una ricollocazione strategica dell’impresa stessa. Significa prima di tutto preoccuparsi di due grandi questioni: innovazione e internazionalizzazione. Le aziende sanno fare il loro lavoro, ma oggi serve una guida istituzionale che lavori sulle strategie e sulle infrastrutture. In Lombardia a partire da Malpensa. Quanto pesi questo lo si vede benissimo dalle statistiche sulle infrastrutture. La nostra provincia è al 4° posto in Italia. Se togliamo però il peso dell’hub sprofondiamo al 65° posto cioè primi tra le realtà del sud».

Torna sempre Malpensa, ma per far girare davvero bene questa struttura cosa serve?

«Bastano alcuni esempi per capire quali rischi si corrono. Se da Bergamo raggiungere la nostra brughiera occorrono quattro ore invece di prendere un volo a Malpensa si preferisce andare a Francoforte da Orio perché ci si mette meno. La stessa cosa vale a nord con Zurigo da Lugano. Del resto basta guardare a cosa è successo a realtà simili alle nostre. Fino a poco tempo fa Milano era al 6° posto in Europa per infrastrutture e Barcellona al nono. Oggi le posizioni si sono ribaltate e la città catalana ci supera. La logistica ha un grande peso nella nostra economia».

Voi continuate a mettere al primo posto delle priorità lo sviluppo, ma la Lombardia non è già troppo affollata e congestionata. Come si fa a pensare a nuove infrastrutture e a nuovi insediamenti produttivi?

«Dobbiamo farlo se vogliamo mantenere il ruolo che abbiamo fin qui avuto. Pensare allo sviluppo oggi non significa pensare a situazioni che siano necessariamente impattanti sul territorio. Credo che bisogna prestare grandi attenzioni alle istanze locali, ma oggi esistono tecnologie che permettono interventi strutturali incredibili preservando le condizioni ambientali. Lo stesso vale per le imprese. Non pensiamo più alle ciminiere, la realtà è molto cambiata a questo riguardo».

Parlando di infrastrutture, quando crede sia importante guardare verso nord. Penso al tratto ferroviario che ci legherebbe al Canton Ticino con l’Arcisate stabio e alla grande opera dell’Alp Transit?

«La prima opera che lei cita è stata una nostra battaglia da trent’anni. Comunque quando parliamo di infrastrutture per noi questo tema deve sempre avere il bollino rosso dell’urgenza. Però vorrei che fosse chiaro che anche su questo tema le cose sono cambiate radicalmente. Le infrastrutture non sono solo strade, ponti, ferrovie, ma anche reti virtuali. Per questo nelle nostre richieste facciamo riferimento alla necessità di uno sviluppo della banda larga. La nostra priorità resta far circolare più velocemente possibile merci e informazioni e allora ecco che i due interventi devono andare avanti di pari passo. La catalogna si sviluppa più velocemente di noi perché ha messo in atto interventi significativi sul fronte della logistica. Da noi purtroppo scontiamo anche un’arretratezza culturale. In Gran Bretagna negli ultimi anni hanno investito in informatica il triplo dell’Italia».

A questo riguardo cosa dovrebbe fare chi governerà la Lombardia nei prossimi cinque anni?

«Al primo posto in assoluto deve rendere importante investire e fare impresa. Le aziende stanno cambiando e affrontano il nuovo con coraggio. Vanno aiutate in questo processo. I vecchi distretti industriali oggi diventano sempre più larghi grazie alle nuove tecnologie. Ma queste infrastrutture non possono essere realizzate dai singoli imprenditori, sono compito di chi gestisce l’amministrazione. Non investire su questo piano vuol dire rendere meno competitive le nostre aziende. E questo sarebbe un grande costo per tutta la nostra economia».

Ivana Brunato, segretaria generale della Cgil proprio a Formigoni durante la sua visita a Varese ha posto delle questioni legate alla precarizzazione del lavoro Qual è la vostra posizione a questo riguardo?

«Anche su questo le nostre imprese sono davvero cambiate. Se il peso dell’hardware rispetto al software diminuisce, l’occupazione femminile ne trae un grande vantaggio e permette alle donne di lavorare molto meglio. È solo uno degli esempi su dei processi di reale cambiamento, ma non è solo questo. Noi abbiamo sempre chiesto maggiore flessibilità, ma questa non va confusa con precarietà. Noi gestiamo aziende medio piccole dove il lavoratore ha un rapporto personale con l’imprenditore. Non siamo le multinazionali dove ogni rapporto è spersonalizzato. Per noi la fidelizzazione è un valore tanto quanto la professionalità. Sono due aspetti centrali del rapporto. Quindi si immagini quando vediamo male la precarizzazione, però non si pensi più al lavoro come era decenni fa. Oggi nessun ragazzo entra in azienda convinto di restarci tutta la vita lavorativa. Il vero problema non è la perdita del lavoro, ma far sì che gli ingressi siano sempre superiori alle uscite. In un mondo che cambia pensare di tenere fermo il lavoro non è più possibile. Dobbiamo puntare alla nostra capacità di formazione professionale perché la cultura d’impresa, l’innovazione tecnologica e la vicinanza ai mercati maturi restano i veri nostri punti di forza che ci permettono di competere e di restare una delle realtà più avanzate a livello mondiale».

Tutti gli eventi

di giugno  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 07 Dicembre 2004
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.