Come essere leader (anche dopo l’orario di lavoro)
Fermarsi e vedersi diversi: da lì il “manager emozionale” Luciano Ziarelli ha raccontato ai Giovani Imprenditori Univa come si va oltre la figura del “capo”
"Hombre che trabaja pierde tempo precioso" recita un proverbio messicano. Un motto provocatorio nelle nostre laboriose terre, ma che aldilà delle facili strumentalizzazioni porta in sè qualcosa di vero.
Basti pensare a ciò che il gruppo Giovani imprenditori di Univa organizza da ben tre anni. Le sue "cene estive" sono incontri previsti aldilà dell’orario lavorativo, in posti sempre più belli e "di festa": dalla rocca d’Angera all’hotel chateau Porro-Pirelli, fino alla sede della terza edizione di quest’anno, organizzata nella suggestiva cornice di villa Bregana a Carnago, scicchissimo centro congressi nascosto nella brughiera, tutto mattoni, travi a vista e divani Frau.
In realtà però, si tratta innanzitutto di momenti dove estendere e innalzare la propria professionalità: con incontri a cavallo tra formazione e socializzazione, stacco dal lavoro quotidiano e potenziamento delle proprie capacità. Nascosto tra le atmosfere glamour c’è infatti un originale modo di "fare il punto" del mestiere di imprenditore, un mestiere duro che spesso costringe al solitario ruolo di capo, specie davanti alle decisioni, fin dalle età più giovani.
A dare un nuovo sguardo quest’anno sulla professione i Giovani Imprenditori Univa hanno chiamato Luciano Ziarelli, "manager emozionale" che ha raccontato – o provato a raccontare, come ha precisato – cos’è la leadership e cosa si può fare per sentirla dentro di sé. Perché una leadership non si compra, non si impara, non si impone.
Leader si è: "Si può essere manager, ma non si è un leader finchè non questo concetto non viene ratificato tale nella mente e nel cuore dei lavoaratori – racconta Ziarelli citando Adair. E prosegue: – Essere il capo è facile, basta metterlo sul biglietto da visita… Ma essere leader è più difficile. La leadership non è definibile, e non c’è una equazione che definisce perchè uno è leader e un altro no."
Per provare a deifinirla, in una maniera libera dai preconcetti, Ziarelli ha basato il suo workshop sulla storia dell’incredibile spedizione in Antartide di Ernest Shakleton con la Endurance, che concluse riportando a casa sani e salvi – un vero miracolo, a quei tempi -i suoi 27 uomini. Un racconto multimediale, tra musiche, video doppi e suggestioni letterarie: un esperienza destinata a rimanere impressa. Dopo Ziarelli, la parola è passata a Pierluigi Marzorati, diventato da sportivo a manager di successo grazie ad un "gioco di squadra" a 360 gradi. La conclusione dell’incontro invece, è stata nel segno del motto iniziale: una cena in giardino. Perché è quando non si lavora che si guadagna tempo…
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