Corsi di formazione con il marchio di qualità della Provincia
Firmato un protocollo d'intesa per parificare ed elevare la qualità dei corsi per OSS e ASA in campo socio-sanitario e assistenziale
Un percorso formativo unico, di qualità, che riesca a soddisfare il crescente fabbisogno lavorativo. Con un’iniziativa innovativa, Provincia, enti che forniscono formazione professionale, aziende ospedaliere, residenze socio assistenziali e collegio IPASVI ( infermieri) hanno siglato un protocollo d’intesa che consentirà di avere "Ausiliari socio assistenziali (ASA) e Operatori socio-sanitari (OSS) più preparati.
Questa mattina, a Villa Recalcati, erano tutti riuniti attorno ad un tavolo per trarre le conclusioni di un cammino che ha visto confrontarsi le diverse realtà interessate a formare due categorie di lavoratori sempre più richeste in campo sanitario: «Nell’azienda ospedaliera varesina – spiega il direttore generale Roberto Rotasperti – non verranno più assunti ausiliari ma solo OSS, figure che possono dare un grande contributo all’organizzazione del reparto affiancando in alcune mansioni gli infermieri, il cui numero è sempre più risicato».
Che il confronto al tavolo tecnico non sia stato del tutto pacifico lo si capisce anche dalle precisazioni dei diversi attori sulla futura preparazione delle due figure: le case di riposo chiedevano maggiore attenzione ai problemi sociali, le aziende ospedaliere domandavano una maggiore preparazione tecnica, gli enti formativi auspicavano maggior rigore durante il tirocinio degli studenti, nel periodo corposo (quasi la metà delle ore del corso) vissuto in reparto per apprendere le tecniche direttamente dai professionisti.
La sintesi di questa trattativa, come ha precisato l’assessore provinciale ai servizi sociali Rienzo Azzi: «Un corso professionale di qualità che parifica la preparazione fornita in tutti gli enti che offrono questi corsi. Senza nulla togliere alle figure formatesi sino ad oggi, in futuro ci sarà un modello base standard».
Attualmente nella nostra provincia sono inseriti 2550 operatori. Il percorso formativo prevede 600 ore per gli ASA ( 450 di teoria e 150 di tirocinio) e 1000 ore per gli OSS (550 di teoria e 450 di pratica). Possono frequentare i corsi le persone maggiorenni in possesso di licenza media.
Lo scorso anno grazie al Fondo Sociale europeo sono stati qualificati 240 allievi, a cui se ne aggiungono altri 580 che hanno frequentato corsi riconosciuti dalla Provincia a pagamento. Altre persone verranno preparate grazie al progetto Rilancia Lavoro varato dalla Provincia per ridare un’occasione ai lavoratori che si trovano in mobilità.
«Il risultato di oggi non può che essere l’inizio di una nuova era di confronto – ha commentato Arnaldo Colombo, direttore dello IAL di Saronno – un metodo che si basa su criteri di qualità delle prestazioni fornite al posto dei semplici criteri anagrafici della scuola come avviene nella nostra Regione».
OSS e ASA stanno diventando figure di riferimento in campo sanitario: «Un’esatta fotografia della situazione e del fabbisogno futuro arriverà presto da un’analisi dettagliata che da oltre un anno sta impegnando i ricercatori del CREMS della Liuc – ha spiegato la dottoressa Marina Rossignoli, dirigente dell’Assessorato alla Formazione e del Lavoro in Provincia – in base a quei dati riusciremo anche ad indirizzare le politiche formative del futuro».
Per il momento, però, corsi per OSS e per ASA non ci sono. Gli enti sono in attesa di avere il nulla osta provinciale per varare corsi a pagamento. Per quelli gratuiti sovvenzionati dai fondi europei si dovrà attendere, probabilmente, il settembre 2007: «Per il prossimo biennio tutto il settore dei fondi per la disoccupazione rimarrà fermo» il commento amaro dei responsabili degli istituti.
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