«Per ricostruire la provinciale non c’è bisogno di spostare il confine»

L’assessore alla Viabilità: «Il progetto della nuova Cremenaga-Luino è stato studiato con tecnici del Canton Ticino»

«Non c’è nessuno spostamento di confine. E non ci sarà nessun ritardo nella stesura del progetto definitivo per ricostruire la Cremenaga-Luino».

Carlo Baroni smentisce le notizie secondo le quali sulla provinciale che collega i due laghi (il Ceresio e il Verbano) stia per abbattersi una nuova e più pericolosa “frana”, quella dei tempi lunghi necessari per una eventuale revisione del confine, revisione necessaria per ricostruire la strada, spazzata via tre anni fa dalla Tresa in piena per almeno 150 metri.

«Il progetto del nuovo asse viario – spiega l’assessore provinciale alla Viabilità – è stato studiato in collaborazione con tecnici ticinesi che hanno preso in esame la questione confinaria. Nella conferenza stampa di presentazione della soluzione concordata, era presente anche il capo del dipartimento cantonale del Territorio, il Consigliere di Stato Marco Borradori. In quella sede è stato escluso, carte alla mano, che si possa ipotizzare uno sconfinamento».

Una ulteriore conferma giunge anche da Bellinzona con una dichiarazione di Marco Borradori, contattato telefonicamente in prima mattinata dal vicepresidente e assessore al Territorio della Provincia, Giorgio De Wolf. «L’ho chiamato subito – spiega De Wolf – non appena ho letto la notizia, per avere chiarimenti. E dal Consigliere di Stato ha avuto tutte le rassicurazioni possibili: in poche parole non esiste nessun problema legato ai confini».

Passato lo stupore («è un’interpellanza alla quale abbiamo già risposto»), il capo del Dipartimento ticinese del territorio ha aggiunto: «Il Canton Ticino ha sempre seguito e segue con attenzione l’evoluzione della progettazione italiana. E il motivo è evidente. Risolvere il problema dei transiti sulla sponda italiana della Tresa significa evitare, sulla viabilità ticinese di confine, i problemi che oggi esistono e che sono nati con la chiusura della Cremenaga-Luino. Per quanto concerne la questione dei confini – è sempre Borradori a spiegare – riconfermo quanto concordato con la Provincia di Varese e quanto affermato in occasione della presentazione del progetto: non esiste una questione di ridefinizione della frontiera».

Perché allora le notizie di un nuovo, improvviso blocco alla ricostruzione della strada?

«Non lo so» riprende Baroni. «So di una richiesta di chiarimenti – commenta ancora l’assessore provinciale alla viabilità – presentata da un granconsigliere ticinese al governo cantonale. So anche che la risposta del Consiglio di Stato di Bellinzona è stata chiara e ha ribadito quanto anch’io sostengo. E posso assicurare che nelle prossime settimane avremo un nuovo incontro con i tecnici cantonali per la stesura del progetto definitivo del nuovo tratto di provinciale».

D’accordo, ma c’è o non c’è uno spostamento di confine? La Tresa è una frontiera naturale e la linea di demarcazione fra Italia e Svizzera attraversa la mezzaria del fiume.

«Andiamo per gradi. Per ricostruire la strada occorre spostare per un breve tratto il corso del fiume. Si modifica una piccola parte di argine, non si sposta il confine e il fiume resterà sempre la linea naturale di demarcazione fra noi e il Ticino, fra noi e la Svizzera Addirittura per il primo lotto di lavori abbiamo constatato che non è neppure necessario modificare gli argini. Tutta questa premessa per dire a chiare lettere che la strada si sviluppa solo in territorio italiano».

Insomma nessun ritardo sulla tabella di marcia: il progetto di ricostruzione può andare avanti.

«Non vedo i motivi per determinare ritardi. Abbiamo approvato il progetto preliminare. Ora, dopo il nuovo incontro già programmato da tempo con i tecnici ticinesi,  passeremo alla realizzazione del progetto definitivo».

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Pubblicato il 19 Ottobre 2005
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