Pista ciclabile di viale Stelvio, insorgono i residenti

"Mancano i parcheggi, toglietela" chiedono gli abitanti della zona: si propsetta una raccolta di firme. Sopralluogo del Sindaco per questa mattina

Una nuova polemica si accende intorno alla pista ciclabile di viale Stelvio, di recente completata. Ora sono i residenti della zona a richiederne l’eliminazione per far posto ai parcheggi, a dimostrazione che le quattro ruote, con la loro esigenza di spazi di posteggio, imperano più che mai, nonostante tutta la buona volontà degli ambientalisti. Non che in città la bici non abbia un suo seguito (su tutti l’europarlamentare leghista e presidente del Consiglio comunale Francesco Speroni, noto patito delle due ruote), ma una vera cultura della bicicletta semplicemente non c’è, o riguarda una minoranza.

La pista era nata già sotto una cattiva stella. Costruita sei anni dopo che Legambiente aveva presentato una bozza di progetto per un collegamento ciclabile complessivo nord-sud da Borsano a Beata Giuliana (di cui viale Stelvio rappresentava solo il tratto terminale nord, quello di più immediata realizzazione data la larghezza della sede stradale, ndr), l’opera ha dovuto subire una variante in corso d’opera per restringerne il tratto terminale verso l’ITC Tosi. Già allora la preoccupazione di preservare i posti auto si era dimostrata fondamentale per motivare questa decisione, che ha dato vita ad una pista di larghezza non uniforme: una scarpa e una ciabatta, per molti. L’idea di realizzarla interamente sul marciapiede aveva trovato la contrarietà di molti, inclusi residenti e negozianti che temevano di essere travolti appena messo un piede fuori di casa o dal negozio. Poi, con l’autunno, la pista era stata seppelita da una coltre di foglie secche, ricci e quant’altro caduti dai sovrastanti alberi, che l’avevano resa quasi intransitabile e quanto mai scivolosa; per tacere di quanto accaudto con la neve, impossibile da rimuovere con mezzi meccanici data la modesta larghezza della pista, non certo adatta ad accogliere gli spazzaneve.

Come conferma Mario Cislaghi, rappresentante del Coordinamento cittadino comitati spontanei di quartiere, la maggior parte dei residenti del rione S. Giuseppe oggi sono contrari alla pista ciclabile, anche se non manca qualche voce favorevole – principalmente anziani che utilizzano la pista per spostarsi. "C’è la vicinanza dell’ospedale, della sede locale della Asl con il consultorio, poi c’è la chiesa di San Giuseppe, l’oratorio, i negozi… sono venuti a mancare i parcheggi, ed essendo la zona in gran parte satura, con scarse possibilità di ricavare spazi di parcheggio (e se anche si potesse crearne di nuovi c’è da scommettere che sarebbero a pagamento, ndr), la situazione si è fatta davvero pesante". Ora i residenti sono sul piede di guerra e stanno seriamente pensando ad una raccolta di firme per far rimuovere la contestata pista ciclabile. In mattinata il Sindaco Luigi Rosa dovrebbe compiere un sopralluogo nella zona e ascoltare le lamentele dei residenti; solo in seguito si deciderà il da farsi, anche se molto difficilmente l’amministrazione accetterà di fare marcia indietro su un’opera appena completata. Da parte sua Legambiente difende la pista e rilancia, con Stefano Marcora: "Noi avevamo proposto un sitema integrato di piste e percorsi ciclabili per collegare Borsano e Beata Giuliana; andrebbe proseguito per quanto possibile".

 

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Pubblicato il 13 Dicembre 2005
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