Il “Jazz images” apre fondendosi con l’elettronica

Grande successo di pubblico per la prima serata della rassegna, che ha visto il pianista Matthew Shipp duettare con Guillermo E. Brown

Grande successo per l’apertura del “Jazz images 2006”, che ieri sera ha visto un centinaio di persone accorrere al Salone estense per non perdersi l’esibizione del grande pianista Matthew Shipp, in compagnia del polistrumentista Guillermo E. Brown (foto sotto, i due durante l’esibizione).

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Matthew Shipp e Guillermo E. Brown a Varese 4 di 8

La serata – iniziata con qualche minuto di ritardo a causa del grave incidente avvenuto sull’A8, che ha bloccato nel traffico anche i due artisti – ha visto fondersi insieme le delicate melodie jazz di Shipp con i vulcanici suoni sperimentali di Brown, che grazie a computer e “Zen drum”, un particolare strumento elettronico, ha svariato in tutto l’universo sonoro per accompagnare il grande pianista. Accompagnamento che, se proprio si vuole trovare una pecca nella serata, a volte è apparso un po’ troppo invadente, con il computer e l’elettronica a fare da padroni e le note del piano a cercare faticosamente di ritagliarsi uno spazio in quel diluvio di suoni al computer. Forse questo duo sperimentale, seppur di grande livello, non permette di cogliere in pieno il grande talento di Shipp, troppo classico e delicato di fronte all’impetuosità degli strumenti di Brown.

Tuttavia il pianista originario del Delaware ha regalato anche ieri sera passaggi da brivido, in certi momenti sembrava veramente di essere in qualche locale “cool” di Manhattan, invece che nella piccola “Vares”. I musicisti normali suonano il piano, Shipp invece ci parla. Con i tasti ha un rapporto particolare, intenso. Non li suona, ma li accarezza o li schiaffeggia a seconda di quello che vuole ottenere, esattamente come fa un padre con un figlio in base a come si è comportato. E’ questo rapporto quasi morboso con lo strumento che rende Shipp una figura di culto nell’ambiente del jazz, un genere difficile e particolare, tanto eccentrico quanto allo stesso tempo aperto alle contaminazioni.

La serata di ieri è stata quindi un grande successo, nonostante i ritardi e l’eccessiva elettronica. Merito della direzione artistica di Jazz images, che ha creduto fortemente in questo appuntamento, così come crede in tutti gli altri che si susseguiranno in provincia nel corso della rassegna. Siamo solo all’inizio, infatti.

 

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Pubblicato il 29 Aprile 2006
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