Prostituzione, un plauso a chi non chiude gli occhi

Adriana Scanferla denuncia il degrado di una situazione che è diffusa anche in Provincia

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore,

la netta presa di posizione degli inquilini del civico 7 di via Unione Europea contro la prostituzione praticata nel loro palazzo indebitamente nominato “dell’Amore”, mi fa con piacere constatare che  nella nostra città vivono ancora molte persone che hanno a cuore le regole di una civile convivenza.

Il poco felice  titolo su un quotidiano locale di venerdì 14 Aprile “Il palazzo dell’amore non scandalizza Sciare”, oltre a non rendere onore agli abitanti del quartiere, è clamorosamente smentito dalla delibera antiprostituzione assunta dai condomini riuniti in assemblea.

Personalmente non trovo nulla di goliardico, (come paventava l’articolo), nell’aumento vertiginoso di donne e uomini stranieri che si prostituiscono nel nostro Paese e vicino a noi nella nostra Provincia.

Quello che invece intravedo, anche dall’aumento di inserzioni  senza tabù  definite  “Personali” sui quotidiani locali, è un chiaro segnale di degrado civile ma anche culturale della società in cui viviamo.

Il fenomeno a mio avviso va considerato nella sua complessità e le valutazioni fatte in maniera seria e rigorosa.

Il traffico della prostituzione, perché generalmente di questo si tratta e non di libera scelta, spesso si accompagna ad  altri traffici  illeciti (droga, armi ecc.) che vengono finanziati dai proventi dello sfruttamento sessuale.

Ben lo sanno le forze dell’ordine, che lavorano con scrupolo mettendo sovente a segno nella nostra Provincia brillanti operazioni di contrasto al fenomeno.

Mi piace credere , che la rivolta da parte di questi Cittadini e Cittadine che meritano il plauso di noi tutti, sia dovuta oltre al disturbo della quiete che la prostituzione  arrecava, e che non è cosa da sottovalutare, anche ad una presa di coscienza civile ed etica che induce a non chiudere gli occhi davanti al malfatto per non  rendersi complici.

Detto questo però qualcuno mi dovrebbe spiegare, perché queste prostitute straniere, consenzienti o schiave che siano, vengono generalmente trovate in possesso di regolare permesso di soggiorno, mentre abbiamo di recente assistito a scene indegne di un paese civile, dove  altri stranieri, che veramente lavorano, venivano obbligati ad ore ed ore di coda all’addiaccio, ammassati come bestie per entrarne in possesso.

Cordiali saluti,

Adriana Scanferla

Democratici di Sinistra- Gallarate

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Pubblicato il 24 Aprile 2006
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