Una rivoluzione diagnostica a beneficio dei pazienti

Già 1250 esami in appena quattro mesi coon la Gammacamera Symbia dell'ospedale di Busto Arsizio, macchinario modernissimo in grado di individuare tumori allo stadio inziiale edutile anche in ambito cardiologico

 

Milleduecentocinquanta esami
in 4 mesi: sono stati presentati stamattina nel corso di una
riunione con specialisti del settore i risultati relativi
all’utilizzo della nuova Gammacamera del reparto di
Medicina Nucleare dell’Ospedale di Busto Arsizio.

Il
nosocomio bustese ha rinnovato infatti recentemente la dotazione
tecnologica del reparto diretto dal dott. Ruggero Casucci grazie
all’acquisizione di un’innovativa apparecchiatura che si utilizza
principalmente per diagnosi in ambito oncologico e
cardiologico, la prima del genere a essere stata
installata e a essere già operativa in una
struttura sanitaria italiana.

L’inaugurazione
risale al 14 luglio scorso e dopo quattro mesi di lavoro oggi è
stata l’occasione di presentare l’esperienza bustocca nel settore
che sarà anche “esportata” all’Università di
Milano.

L’apparecchiatura,
denominata Symbia e prodotta dalla Siemens, è già
presente in trenta altri ospedali in Europa ed è stata
acquistata dall’Azienda Ospedaliera per un costo di 850mila euro
grazie a un finanziamento della Regione Lombardia.

La
nuova Gammacamera vanta la peculiarità di combinare in
un unico sistema due diverse tecnologie: una, la SPECT
(Tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo), già
utilizzata dalla gammacamera “tradizionale” (come quella in
dotazione a Busto prima dell’acquisto della Symbia), che consente
di riconoscere le alterazioni funzionali dell’organismo, l’altra,
la più nota TAC già utilizzata in Radiologia,
che permette di localizzarle con immagini ad alta definizione.

Andando
più nel dettaglio, la tecnica SPECT consente di visualizzare
il funzionamento degli organi e il metabolismo cellulare e di
rilevare già a livello molecolare i cambiamenti patologici.

Con
questo tipo di indagine – spiega il dott. Ruggero Casucci, primario
della Medicina Nucleare – , è possibile scoprire neoplasie
allo stadio iniziale e stabilirne la gravità
utilizzando, tra
gli altri parametri, anche l’attività delle cellule tumorali
che viene rilevata con la SPECT.

Ma
ora, grazie alla Symbia, che è dotata anche di una TAC
volumetrica multistrato, è possibile, nel corso di un unico
esame, anche definire in soli 15 secondi la zona in cui è
stata riscontrata la formazione di cellule tumorali”.

La
diagnosi, dunque, sarà più precisa e più veloce

con anche un indubbio vantaggio per il paziente che, d’ora in poi,
dovrà sottoporsi a un unico esame – quello con la nuova
gammacamera, appunto -, svolto in un’unica sessione con una durata
totale che va dai dieci ai venti minuti, invece di doversi sottoporre
alla SPECT in una prima fase e alla TAC successivamente.

L’esame,
indolore, si esegue in regime ambulatoriale e richiede la
somministrazione al paziente tramite iniezione di una sostanza
radioattiva specifica detta “tracciante” che si localizza
nell’organo da studiare.

 

Con
l’acquisizione della nuova gammacamera – ha aggiunto il direttore
generale dell’Azienda Ospedaliera Pietro Zoia – abbiamo compiuto
un altro passo sulla strada del potenziamento tecnologico
dell’Ospedale di Busto Arsizio, struttura che ha una lunga
tradizione nell’ambito della Medicina Nucleare sin dagli anni ’60
e ora è in linea con altre strutture europee. L’acquisizione
dell’apparecchiatura e i risultati raggiunti importanti a livello
nazionale lo testimoniano.
Solo
dotando il presidio di alta tecnologia possiamo dare adeguate
risposte ai nostri pazienti, soprattutto in ambito oncologico, e
possiamo fornire ai nostri bravi specialisti gli strumenti per
lavorare al meglio".

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Pubblicato il 14 Novembre 2006
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