Reguzzoni: «Coi soldi del casello ci pagavamo la Pedemontana»
Troppi problemi e ritardi sulle infrastrutture di casa nostra: la posizione di Villa Recalcati da parte del presidente della provincia e del suo vice
Mobilità e infrastrutture nel Nord Italia che stentano a decollare. Un anno di fermo per molti progetti e una finanziaria varata dal Governo Prodi che non affronta i nodi e le criticità evidenti quando invece servono strade, rotaie e aeroporti per essere competitivi. Se il Nord corre è un vantaggio per tutto il paese. Il segno negativo di finanziamenti statali sulle grandi opere è praticamente la costante per quanto riguarda la mobilità d’asfalto. E la “dittatura del no” ferma i cantieri. Sono alcuni spunti critici emersi nella conferenza organizzata da Assolombardo “Mobility conference exhibition 2007” dove più volte il dito è stato girato nella piaga denunciando il forte gap della mobilità del nostro paese che rischia, come nel caso della Alta Velocità, di essere tagliato fuori dalle grandi reti di trasporto europeo.
Ma basterebbe pensare ai problemi che ci riguardano più da vicino come i ritardi della Boffalora – Malpensa o alla inadeguatezza della A/8 che fanno esclamare al Ministro dei Trasporti Bianchi, ieri alla LIUC, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico: “Siamo ad un passo dalla paralisi”. Parola di Ministro!
“Ha proprio ragione Carlo Sangalli Presidente della Camera di Commercio di Milano quando dice che bisogna pensare a una macroregione che saldi il Nord Est con il Nord Ovest – commenta il Presidente della Provincia di Varese Marco Reguzzoni – le infrastrutture aggiungono ricchezza al paese. Quelle di tipo viabilistico e ferroviario sono indispensabili alla sopravvivenza del nostro tessuto produttivo. Qui da noi, in questi anni, abbiamo azzerato il “signor no”. Dalla Malpensa Boffalora alle tangenziali, dalla Pedemontana all’Arcisate Stabio sono arrivati puntualmente i via libera delle conferenze dei servizi. A volte, con decisioni coraggiose, la Provincia si è assunta la responsabilità di procedere a maggioranza. Per questo motivo, posso dire serenamente che qui è sempre solo una questione di soldi che prendono il via verso gli enti romani e non tornano mai indietro. Pensate che con i pedaggi del solo casello di Lainate, in pochi anni, ci saremmo già pagati la Pedemontana”.
Quando addirittura non è la Provincia a mettere mano alle proprie casse per finanziare interamente e ricostruire in tempo record per esempio quella fetta di strada provinciale n. 61 “Ponte Tresa – Cremenaga spazzata via dalla piena del fiume nel novembre del 2002 o rifare da cima a fondo l’area del Ponte di Vedano con un nuovo svincolo e più funzionali rotatorie.
“Da una parte mi dispiace che il ministro Bianchi abbia toccato con mano (e con le code) il problema dell’accessibilità della provincia di Varese, (aspetto che i cittadini della provincia di Varese vivono ogni giorno dell’anno sulla loro pelle) – aggiunge l’assessore al territorio Giorgio De Wolf – dall’altro lo ritengo un fatto positivo perché solo toccando con mano le problematiche conseguenti ad un sistema infrastrutturale ormai obsoleto ed uscendo dalla fredda logica (ancorché eloquente) dei numeri e delle statistiche si può sperare in una maggior attenzione verso questa provincia. E che il problema della mobilità in provincia di Varese sia uno (se non il principale) dei nodi da sciogliere – prosegue De Wolf – è sotto gli occhi di tutti: va risolto sotto l’aspetto trasportistico perché il nostro sistema oggi non è più in grado di assolvere al suo compito primario: va risolto perché il sistema infrastrutturale come il nostro è una palla al piede per la competitività delle nostre industrie; va risolto perché nella nuova logica pluricentrica individuata dalla Comunità Europea come fonte di coesione e sviluppo non si può pensare di velocizzare i centri “periferici” senza una efficiente rete di collegamento tra loro”.
Reti di collegamento penalizzate dalla risibilità di fondi necessari e urgenti anche per potenziare quello che scorre sopra la rete viaria come il trasporto pubblico, così sottolinea l’assessore provinciale alla viabilità Carlo Baroni: “In questi momenti bisogna pensare anche al potenziamento del trasporto pubblico locale con scelte innovative e coraggiose. In questo caso necessitano fondi supplementari sia per l’acquisto di nuovi autobus sia per potenziare le corse di linea. Come Provincia siamo in sofferenza perché i finanziamenti consentono semplicemente il mantenimento storico che è ormai datato da decenni”.
a cura dell’ufficio stampa della Provincia di Varese
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