Un rimedio contro l’effetto serra? il Grana Padano
Il formaggio da tavola riduce le emissioni di CO2 nell'atmosfera: ecco la "sorprendente" scoperta presentata in Regione
Ogni forma di Grana Padano che esce dai caseifici lombardi "sottrae" 70.000 grammi di anidride carbonica (CO2) all’atmosfera. Poiché il totale della produzione è di circa 4,5 milioni di forme all’anno, l’anidride carbonica sottratta all’atmosfera è quantificabile complessivamente in 32.000 tonnellate. È questo il risultato dell’indagine "Una filiera produttiva contro l’effetto serra", commissionata dal Consorzio tutela Grana Padano e realizzata dallo Studio Qualità e Ambiente, certificata lo scorso 22 giugno dal CSQA, il più importante e prestigioso ente del settore, allo scopo di "misurare l’impatto ambientale della filiera produttiva del Grana Padano dop".
In sostanza, dallo studio emerge che il processo di produzione del Grana Padano, pur basato su metodi antichi e consolidati, non richiede l’introduzione di tecnologie dannose per l’ambiente per ciò che riguarda acidificazione, photo smog, eutrofizzazione e distruzione della fascia d’ozono. La ricerca è stata presentata in Regione, alla presenza della vice presidente e assessore all’Agricoltura, Viviana Beccalossi, la quale ha sottolineato che si tratta di un progetto significativo "ma anche e soprattutto di un modello per una più ampia azione di tutela ambientale, un modo d’agire innovativo che si inserisce nel già ampio panorama di interventi realizzati da Regione Lombardia in tema di equilibrio agronomico-energetico-ambientale".
"Commissionando questa ricerca – ha aggiunto Nicola Baldrighi, presidente del Consorzio tutela Grana Padano – abbiamo ribadito l’attenzione alla zona di produzione del formaggio italiano DOP più consumato al mondo. La qualità del Grana Padano è frutto della simbiosi tra i fattori naturali, come clima e territorio, e fattori umani, come gli usi, le scelte tecnologiche e la ricerca". "La necessità di tutelare anche questo patrimonio tecnico e culturale – ha concluso il presidente del Consorzio – ha originato questo studio, il punto di partenza di un programma di miglioramento a favore dell’equilibrio ambientale".
Intanto il business del Grana Padano, che ora si riscopre "verde", cresce vertiginosamente. Nel 2006 sono state prodotte 4.356.881 forme, delle quali 1.094.000 esportate all’estero. Esportazioni che sono cresciute del 9,2% rispetto all’anno precedente e che vedono Germania (180.475 forme), Stati Uniti (113.422), Svizzera (99.931), Francia (82.193) e Regno Unito (78.258) tra i Paesi maggiormente attratti da questo prodotto.
Un formaggio, il Grana Padano, che viene realizzato prevalentemente in Lombardia (70% del totale complessivo) ed in particolare nelle province di Mantova (31 caseifici, 26,78% dell’intera produzione nazionale), Brescia (31 caseifici, 22,12% della produzione) e Cremona (11 caseifici, 16,07% della produzione). Realtà interessanti sono presenti anche nelle zone di Lodi (5 caseifici, 2,05% della produzione), Bergamo (4 caseifici, 1,17% della produzione) e Pavia (4 caseifici, 1,07% della produzione). Altri caseifici hanno sede in Emilia Romagna (11,65% della produzione), Veneto (14,32%), Trentino (3,20%) e Piemonte (1,58%).
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