Variazioni di bilancio, approvazione con strigliata
La "cabina di regia" fustiga qualche assessore. Spariscono dai conti mezzo milione in multe preventivate e mai fatte, cifre per personale e manutenzioni, e lo sconto-fantasma sulla Tarsu
Il consiglio comunale riunito martedì sera a Palazzo Gilardoni ha approvato la terza variazione di bilancio annuale, che pareggia a quota 561.000 euro. Lo ha fatto al termine di una seduta priva di spunti particolari (assenti alcuni polemisti per eccellenza: Porfidio, Fontana e il forzista Cornacchia) ma in cui si è andati a discutere e criticare nel dettaglio le scelte dell’amministrazione. L’apparente concordia del centrodestra nascondeva la "strigliata" avvenuta prima del consiglio, quando gli assessori riuniti in Giunta, inclusi quelli a letto malati (Lista), sono stati convocati per un "contrappello" coi fiocchi con le segreterie della CdL. Altro che ectoplasma: la "cabina di regia", Lega Nord in testa, ha rimesso in riga più d’un assessore chiedendo concretezza d’azione alla Giunta, e contestando in particolare all’ufficio di Lista (che nega: «La Lega mi ha difeso, hanno riconosciuto che le cifre non le calcolavo io») il mancato introito di circa mezzo milione di euro in multe in meno rispetto al preventivato a bilancio, oltre a chiedere conto della "sparizione" dal bilancio di congrue cifre destinata alle spese per personale (430mila euro, sentito per telefono l’assessore Zingale, a Milano per impegni non rimandabili), e alla manutenzione (180mila). «Accantonamenti per assunzioni che la Finanziaria non ci ha consentito di usare» allarga le braccia l’assessore al bilancio Alberto Cattaneo relativamente al personale; «cifre rinviate al bilancio preventivo 2008» chiosa il collega dei lavori pubblici Girola sulle manutenzioni. A queste mancanze si aggiunge la figuraccia istituzionale dei 300.000 euro promessi dalla Provincia per lo sconto sulla Tarsu (tassa rifiuti) destinato ai borsanesi e mai erogati, visto che Busto voleva "spalmarli" su tutta la città.
«Per il 2008 bisognerà cavarsela con le nostre forze per mantenere il livello dei servizi» dirà in aula Cattaneo di fronte ad un taglio da 950.000 euro dei trasferimenti statali comunicato due settimane or sono; «qui o taglio o accresco le entrate» si lascerà scappare al termine della discussione. Le critiche espresse dal centrosinistra erano pacate nei toni ma chiare nella sostanza. Ruggiero (Ulivo), presidente della commissione bilancio, puntava il dito contro il taglio delle spese correnti e il rinvio degli investimenti, ma soprattutto contro la messa a bilancio preventivo delle multe: «non sono entrate vere, strutturali». Anche il ricorso ai derivati per gestire l’indebitamento da mutui a Ruggiero appare un «caricare gli oneri in modo non trasparente sulle future amministrazioni». L’auspicio è che si cambi il modo di lavorare e che si passi quanto prima a stilare un bilancio sociale, come promesso a suo tempo. Berteotti, sempre per l’Ulivo, citerà «ragioni etiche» dietro la richiesta di non mettere a bilancio le multe, oltre a bollare come «immorale» il ricorso a «fredde macchinette» come i photored per stangare gli automobilisti più o meno indisciplinati. Al che il presidente Speroni, pur concedendo qualcosa alle ragioni del consigliere, ribatteva che, sulla base della stessa logica, lo Stato non dovrebbe mettere a bilancio le spese della gestione carceraria: Così l’europarlamentare leghista sulle leggi che impongono di segnalare i controlli automatici: «norme assurde, come se dovessimo avvisare con un cartello i rapinatori che davanti alla banca passano i carabinieri».
Fra gli altri interventi, si segnalavano Lattuada che chiedeva rendicontazioni finanziarie meno ingessate, Grandi (Ulivo) che fustigava l’impiego degli oneri di urbanizzazione per tutt’altro che le dovute opere, D’Adda (Ulivo) che denunciava come demagogico l’annuncio poi finito in fumo del già citato sconto sulla Tarsu, Corrado (Rifondazione) che sottolineava la necessità di assumere al più presto i precari prima che la nuova Finanziaria chiuda la "finestra utile". «Dovremo impostare in modo totalmente diverso il prossimo bilancio» chiosava Bottini per Forza Italia. Seguivano le risposte degli assessori: chiudeva il dibattito il sindaco. Farioli, piccato per qualche rilievo mossogli da Corrado, rilevava che nel prossimo bilancio i capitoli relativi alle spese di rappresentanza dovranno essere definiti più precisamente, «non mi dò a libagioni a sorta e non uso neppure l’auto blu, io ho fatto risparmiare il Comune». Quanto alla Tarsu, il primo cittadino liquidava il pasticciaccio come «una incomprensibile diatriba burocratica» tra Palazzo Gilardoni e Villa Recalcati. Infine, sulle spese legali, la responsabilità di quanto accaduto veniva "girata" al predecessore Rosa (peraltro assente, e mai nominato). Al voto, la maggioranza ritrovava l’usuale compattezza; nell’opposizione, contraria, si distingueva per la sua astensione Cislaghi (gruppo misto).
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