Sesto rapporto dell’Unicef sull’infanzia nel mondo

I dati sono in miglioramento ma resta molto da fare. Importanti passi avanti nella cultura delle popolazioni in via di sviluppo hanno salvato molte vite

Il rapporto “Progressi per l’infanzia: un mondo a misura
di bambino – rapporto statistico”
, viene presentato oggi dall’UNICEF a New
York. Il lancio avviene il giorno prima della riunione plenaria dell’ONU che
farà il punto sulle raccomandazioni contenute nel documento finale della
Sessione speciale ONU sull’infanzia del 2002, intitolata appunto “Un mondo a misura di bambino” (A world fit
for children)
.

Il nuovo rapporto è il sesto
– e più completo per portata e contenuti – di una serie di rapporti analoghi
prodotti dall’UNICEF a partire dal 2004 per monitorare i progressi compiuti
dalla comunità mondiale in varie aree cruciali per la condizione dell’infanzia.
Questa edizione delProgress for Children’ fornisce un quadro completo
dei dati riguardanti gli Obiettivi di sviluppo del millennio
”, ha
sottolineato il Direttore generale dell’UNICEF Ann M. Veneman: “Sebbene i dati rivelino considerevoli
progressi, molto resta ancora da fare
”.

Facendo seguito alla notizia
che, nel 2006, il numero di bambini morti prima dei 5 anni è sceso per la prima
volta sotto i 10 milioni, il rapporto “Progressi
per l’infanzia”
presenta una serie di dati sui progressi compiuti per la
salute infantile, inclusi quelli che potrebbero condurre nei prossimi anni a
ulteriori riduzioni nella mortalità sotto i 5 anni.

 

Tra i dati contenuti nel
rapporto: si evince che tra il 1990 e il 2004 più di
1,2 miliardi di persone hanno avuto accesso all’acqua potabile. Tra il 1990 e il 2000, le
percentuali di allattamento esclusivo al seno fin dalle prime ore di vita – una
pratica che potrebbe ridurre del 13% la mortalità infantile sotto i 5 anni nei
paesi in via di sviluppo – sono cresciuti in molti paesi del mondo; in 7 paesi
dell’Africa sub-sahariana si è registrato un aumento del 20% dell’allattamento
al seno esclusivo. I paesi in cui la malaria è
endemica hanno esteso l’utilizzo di zanzariere trattate con insetticidi per la
protezione dei bambini, e molti paesi dal 2000 hanno più che triplicato la
diffusione delle zanzariere.

Nei paesi a basso e medio
reddito l’accesso ai farmaci antiretrovirali che riducono il rischio di trasmissione
madre-figlio dell’HIV è aumentato, tra il 2004 e il 2005, dal 7 all’11% delle
donne sieropositive; anche l’accesso dei bambini ai farmaci antiretrovirali è
aumentato in gran parte del mondo. Rispetto al 1999, nel 2005
un numero 4 volte maggiore di bambini ha ricevuto le due dosi previste di
vitamina A. La somministrazione di vitamina A riduce il rischio di mortalità legato
alle comuni malattie infantili.

Oltre che nella salute dei
bambini si registrano progressi anche per l’istruzione, la parità di genere e
la protezione dell’infanzia. Tra il 2002 e il 2006 i progressi
nelle iscrizioni e nella frequenza hanno ridotto di circa il 20% il numero di
bambini in età d’istruzione primaria che non vanno a scuola. E anche se in
alcune regioni le bambine restano svantaggiate, il divario di genere nell’istruzione
primaria e secondaria si sta riducendo, e 2/3 del mondo nel 2005 hanno
raggiunto l’uguaglianza di genere nell’istruzione primaria.

 

Anche se i cambiamenti procedono
ancora troppo lentamente, il rapporto rileva che la pratica delle mutilazioni
genitali femminili ha continuato a calare negli ultimi 15 anni, e che i
matrimoni precoci sono sempre meno comuni. Accanto a questi risultati
positivi, il rapporto “Progressi per
l’infanzia”
fornisce anche statistiche che non danno certo motivo di
soddisfazione. Nei paesi in via di sviluppo
l’incidenza di bambini sottopeso è diminuita dal 1990 dal 32 al 27%, ma un
allarmante numero di bambini – 143 milioni – soffre ancora di denutrizione, oltre
la metà dei quali vive nell’Asia meridionale. L’estensione dei servizi di
assistenza medica contro le principali malattie dell’infanzia procede a
rilento. Polmonite e malaria sono responsabili, insieme, del 27% di tutte le
morti che ogni anno si registrano tra i bambini sotto i 5 anni.

Più di 500.000 donne continuano
a morire ogni anno per complicanze durante la gravidanza o il parto: la metà
dei decessi si verifica nell’Africa sub-sahariana, dove una donna incinta su 22
corre il rischio di morire, rispetto a una su 8.000 nei paesi industrializzati. La mancanza di servizi
igienici basilari, insieme a condizioni igieniche precarie e al consumo d’acqua
non potabile, contribuisce ogni anno alla morte di 1,5 milioni di bambini a
causa di malattie diarroiche. Nel 2004 il 41% della popolazione mondiale –
ossia 2,6 miliardi di persone – non utilizzava servizi igienici adeguati.
Sebbene dal 1990 siano stati fatti dei progressi, mantenere il ritmo
dell’aumento della popolazione mondiale rimane una sfida difficile.

In molti paesi i nuovi
contagi da HIV sono concentrati tra i giovani, che costituiscono il 40% dei 4,3
milioni di nuove infezioni registrate nel 2004. Ma questo gruppo a rischio
manca ancora di una conoscenza accurata dell’HIV e dei metodi di prevenzione.

 

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Pubblicato il 10 Dicembre 2007
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