“MalpensaFiere: una vetrina per le nostre aziende”

Intervista al presidente Renato Scapolan che preannuncia l'arrivo di un direttore generale e di un nuovo piano di sviluppo. Conferme e novità per il 2009

"MalpensaFiere è uno dei gioielli della provincia e va valorizzato". Renato Scapolan a sei mesi dalla sua nomina a presidente del centro polifunzionale traccia un primo bilancio della nuova gestione e anticipa alcune novità per il prossimo biennio di lavoro.
«Questa struttura non va vista come un peso, ma come un valore aggiunto per il territorio per ospitare sia le fiere che altri tipi di eventi. Un esempio virtuoso è quello di artigianato in fiera a Milano. Allora perché non pensare di utilizzare MalpensaFiere anche per dar lustro alle attività produttive della provincia? Una sorta di vetrina stabile per le aziende locali. Se disturba qualcuno troviamo una formula e non chiamiamolo outlet degli spacci, ma nella sostanza potrebbe essere un motore di attrattività per tutto il territorio».

Presidente come sono andati questi mesi di attività?
«Bene, molto bene, anche con qualche novità positiva. Negli ultimi due mesi abbiamo avuto quattro manifestazioni tra cui la festa della comunità senegalese che ha visto la partecipazione di oltre tremila persone. Un successo da tutti i punti di vista.»

Ma se le cose vanno bene, come mai è andata in crisi l’ultima gestione? E perché tante polemiche intorno al centro?
«Nel novembre del 2007 ci fu un’assise con tutti i soggetti interessati e si convenne su alcuni punti precisi. Si chiedeva una netta separazione tra la gestione operativa e quella politica. Inoltre andava redatto un piano industriale che riposizionasse le attività del centro. Sul primo punto ci siamo perché tra pochi giorni si insiederà il nuovo direttore generale e in pochi mesi avremo il nuovo piano industriale. Quanto alle polemiche credo vadano fatte delle puntualizzazioni. Ogni critica è positiva purché porti delle proposte concrete. Io non ne ho sentite. Qualcuno vorrebbe trasformare la questione di MalpensaFiere in un parafulmine che investe altre situazioni. Non c’è niente di più sbagliato e inutile perché ripeto questa struttura è una risorsa del terrritorio».

In attesa del nuovo dirigente avete pensato a qualche novità per le prossime stagioni?
«Come prima cosa manterremo le fiere attuali perché hanno avuto un ottimo riscontro. Dobbiamo procedere con grande attenzione e ogni nuova iniziativa deve sempre avere la copertura finanziaria e non pensare che comunque vada Camera di commercio ripianerebbe eventuali perdite. Una cosa è chiara, in un contesto come il nostro le fiere devono durare meno: solo pochi giorni e non settimane. Un’idea precisa su cui stiamo lavorando riguarda una manifestazione legata al turismo low cost. Questo fenomeno, per quanto condizionato da un momento generale di crisi, è in forte espansione e ci sono città in Europa che hanno avuto sviluppi incredibili. Noi abbiamo compagnie a Malpensa e quindi perché non sfruttare questa opportunità.»

A proposito di Malpensa, la sua vicinanza è un punto di forza del centro. Ritiene che si possa fare di più in tal senso?
«Certamente. La posizione logistica di MalpensaFiere è stategica. Stare a dieci minuti dall’aeroporto presenta innegabili vantaggi. Dobbiamo saperli sfruttare meglio e ragionare sulle caratteristiche del nostro territorio e del bisogno delle imprese. Dobbiamo sempre tener presente che siamo una struttura a servizio delle aziende e del territorio a sud della provincia. Ville Ponti a Varese sono una location fantastica per convegni e iniziative di prestigio, MalpensaFiere può rappresentare uno spazio attrattivo per le produzioni locali e anche per iniziative di diverso genere. Si parla di un possibile traffico di oltre sessanta milioni di visitaori per Expo 2015. Per noi sarà un’occasione importante e abbiamo tempo per lavorare a progetti in questa direzione.»

Lei ha un ruolo di presidente vicario anche in Camera di commercio. Come dovrebbe reagire il territorio di fronte ai nuovi scenari economici?
«Occorre pensare alle reali necessità delle piccole e medie imprese che devono confrontarsi con un mercato internazionale difficile. I nostri imprenditori sono capaci di affrontare i cambiamenti. Gli enti come la Camera di commercio e realtà come MalpensaFiere sono importanti perché possono fornire servizi e valorizzare quanto si produce. Penso alla mia azienda che ha un business rivolto soprattutto ai mercati europei. Io ho gestito diversi contatti grazie alle Camere di commercio italiane nei singoli paesi. Un rapporto diretto con le imprese può essere facilitato molto da un simile interlocutore che conosce bene la realtà locale. Noi possiamo sviluppare un lavoro di servizio in quella direzione e come dicevo prima anche svolgere un’azione di promozione sul nostro stesso territorio. Spesso quando si parla di internazionalizzazione, si guarda solo al costo del lavoro e alla convenienza di delocalizzare. Sono convinto invece che le nostre aziende siano capaci di competere, vanno solo messe nelle condizioni di poter lavorare al meglio. E gli enti che ho l’onore di rappresentare possono svolgere molto bene questa funzione di servizio.»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 gennaio 2009
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