Il Parco Pineta a protezione dell’Acqua
Al via uno studio sul bacino idrogeologico del Parco. Il presidente Clerici: “Significa possedere un'arma in più per difendere ed intelligentemente preservare il bene più prezioso che abbiamo”
Il Parco Pineta, custode delle foreste silvestri a cavallo tra le province di Varese e Como, assume ancora una volta il ruolo di tutore dell’ambiente e questa volta lo fa attuando uno studio delle condizioni di massima del bacino idrogeologico del suo territorio.
L’acqua si sa, è un elemento fondamentale per la vita di tutti gli organismi, e nello stesso tempo è una componente tanto importante quanto delicata. I fattori che possono mettere a rischio la disponibilità e la qualità delle acque sono molteplici, e molti derivano dall’incuranza dell’uomo.
– Conoscere lo stato del nostro bacino significa poter agire in modo mirato e proficuo sul territorio, attuando o consigliando interventi che possono concorrere alla difesa delle nostre falde – dichiara Mario Clerici Presidente del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate.
Lo studio, che sarà condotto dal dott. Geol. Marco Parmigiani, consiste in tre fasi ben distinte; la prima riguarda l’analisi dello stato di fatto del bacino attraverso l’acquisizione di dati di base presso gli organi territoriali di gestione, la seconda fase verterà su specifici approfondimenti ed acquisizione di nuovi dati sperimentali ed infine in un terzo momento verranno stese e considerate le proposte per la tutela gestione delle acque.
Lo studio, così come proposto, fornirà una mappatura ed un database informativo relativo alle derivazioni (i pozzi per intenderci!), ai principali scarichi idrici, alle criticità ambientali e ai centri di pericolo attualmente presenti all’interno del territorio del Parco e/o compresi in un intorno di significativa estensione.
Lo studio, così come proposto, fornirà una mappatura ed un database informativo relativo alle derivazioni (i pozzi per intenderci!), ai principali scarichi idrici, alle criticità ambientali e ai centri di pericolo attualmente presenti all’interno del territorio del Parco e/o compresi in un intorno di significativa estensione.
Inoltre, una osservazione che si ritiene di notevole importanza riguarda il fatto che il territorio del Parco Pineta costituisce il bacino di alimentazione della falda idrica superficiale che defluisce più a Sud nei territori di alcuni Comuni fortemente antropizzati (fra i quali Tradate, Mozzate, Cislago, ecc.).
Tale condizione rende sin d’ora il territorio del Parco Pineta interessante ai fini della ricerca idrica di acque sotterranee da destinare al consumo umano, in quanto territorio ben poco impattato dal punto di vista degli insediamenti antropici. «Possedere dati, valutazioni e previsioni dello stato di vulnerabilità soprattutto della falda idrica sotterranea significa possedere un’arma in più per difendere ed intelligentemente preservare il bene più prezioso che abbiamo il compito di tutelare» conclude il Presidente Clerici
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