Un francese frizzante festeggia a Peio Terme
Damien Monier della Cofidis davanti a tutti i compagni di fuga sull'ultima salita di giornata. Alle sue spalle la Liquigas spinge ma Arroyo non si fa sorprendere
Una giornata frizzante al Giro d’Italia non poteva che vedere la vittoria di un francese, visto che da quelle parti le bollicine non mancano. Sul traguardo di Peio Terme il successo va infatti a Damien Monier, conterraneo del grande Geminiani e fino a oggi a secco di trionfi da professionista: il corridore della Cofidis però è stato ripagato di questo digiuno in occasione di una frazione del Giro e quindi la sua carriera prende in Trentino una svolta bella e inattese.
Monier ha portato a termine una fuga che in origine contava 19 uomini e che ha caratterizzato l’intera giornata, visto che ha preso il largo dopo 54 chilometri di una tappa partita da Brunico. Gli attaccanti ci hanno visto giusto: i big della classifica hanno lasciato fare dopo le fatiche sullo Zoncolan e di Plan de Corones e si sono limitati a controllare da lontano con la Caisse d’Epargne della maglia rosa Arroyo a fare l’andatura seguita dalla Liquigas di Basso e della Lampre di Cunego interessata a difendere il suo piazzamento tra i primi dieci.
La vittoria di giornata si è così decisa là davanti; quando l’accordo è finito sono iniziati gli scatti e l’azione giusta è stata quella che ha visto scappare Monier, il tedesco Danilo Hondo (Lampre) e l’olandese Steven Kruijswijk (Rabobank). Il francese poi ha colto l’attimo quando il terzetto è arrivato sotto lo striscione dei 3 chilometri: scatto secco e da lì in avanti una cadenza brutta da vedere ma efficace fino all’arrivo solitario.
Gli uomini di classifica, lontani una decina di minuti, sono entrati in azione all’inizio della salita verso Peio, né troppo lunga (circa 9 chilometri, ma i primi senza asperità) né particolarmente difficile. Basso ha messo la Liquigas davanti a tutti e i suoi gregari non si sono tirati indietro: il plotone si è così sgranato ma gli uomini di classifica sono rimasti in scia. A perdere terreno sono stati quindi Garzelli, Simoni e altri comprimari mentre Arroyo si è incollato alla ruota di Basso che così non ha potuto fare il "buco" nemmeno sull’ultimissimo tratto quando a tirare la fila è andato Nibali. Il solo Scarponi, agile negli ultimi metri, ha guadagnato un paio di secondi utili solo alle statistiche.
Domani l’ultima tappa senza particolari difficoltà: si va da Levico Terme a Brescia quasi sempre in pianura anche se lo strappetto nei pressi di Salò potrebbe rovinare i piani dei velocisti. A occhio, si potrebbe parlare della quiete prima della tempesta annunciata sulle montagne di venerdì e sabato e per la cronometro finale di Verona.
Giro d’Italia – 17a tappa
Brunico – Peio Terme (173 chilometri)
Ordine d’arrivo: 1) Damien MONIER (Fra – Cofidis); 2) Danilo Hondo (Ger – Lampre) a 36"; 3) Steven Kruijswijk (Ola – Rabobank) a 38"; 4) Moreno a 1’05"; 5) Cummings a 1’18".
Classifica generale: 1) Carlos ARROYO (Spa – Caisse d’Epargne); 2) Ivan BASSO (Ita – Liquigas) a 2’27”; 3) Richie Porte (Aus – Saxo); 4) Evans a 3’09”; 5) Sastre a 4’36"; 6) Nibali a 4’53"; 7) Vinokourov a 5’12"; 8) Scarponi a 5’23".
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