Amilca Ismael presenta il suo nuovo libro
Dopo l'inaspettato successo de "La Casa dei ricordi" l'autrice mozambicana, e solbiatese d'adozione, presenta la sua nuova fatica letteraria "Il Racconto di Nadia" al centro Socio-Culturale
Dopo il grande e inaspettato successo del profondo “La casa dei ricordi” (con oltre 2000 copie vendute, 11 ristampe e una seconda edizione), Amilca Ismael ci regala un altro romanzo intenso, che va a fondo nell’animo, attingendo a piene mani a un’esperienza di vita vissuta e sofferta, ma anche amata come si può amare solo la propria terra quando si è lontani.
Amilca Ismael è nata in Mozambico, nel 1963, ma nel 1986 si è trasferita a Solbiate Olona, per amore del marito Massimo Donelli. Conosciuta anche con il soprannome "Micas", dopo tanti lavori precari ha deciso di diplomarsi come assistente per gli anziani e ora lavora presso una casa di riposo. “La casa dei ricordi” ha portato ad Amilca numerosi riconoscimenti, tra i quali ricordiamo solamente la partecipazione alla trasmissione di Raitre “Alle falde del Kilimangiaro” e il Premio “Donna dell’Anno” dell’Università della Pace di Lugano. A più di due anni distanza dal successo della presentazione del suo primo libro al Centro Socio-Culturale, il tour di presentazione de “Il racconti di Nadia” incomincia proprio da Solbiate giovedì 31 marzo 2011 alle 20.45.
TRAMA – “Il racconto di Nadia” è una storia affascinante e intrigante, narrata senza trascurare i minimi dettagli, fino a scoprire i segreti più intimi del suo cuore, dove l’amore unito alla rabbia esplodono per poi confluire nella comprensione e nel perdono. Nadia racconta con rammarico la vita della madre cattolica vissuta all’ombra di un marito musulmano di 12 anni più vecchio di lei e della sua seconda giovane moglie. Su un volo diretto in Portogallo Nadia apre il suo cuore a Elisa, descrivendo passo a passo la storia della sua vita, del Mozambico coloniale e del Mozambico indipendente, dei suoi quindici fratelli e delle sue due mamme. Sorride quando parla del suo fratellastro Ussen e si intristisce quando ricorda suo padre, un uomo dai mille volti e dalle mille idee, ogni cui parola era un ordine. Uno sfogo dolce e amaro al tempo stesso, che non mancherà di aprire al lettore meravigliosi spazi sconosciuti.
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