Ristorni bloccati: la Regione chiede l’intervento del Governo
Il Consiglio regionale invierà una lettera per sollecitare lo sblocco definitivo delle questioni fiscali aperte con la Confederazione
Il Consiglio regionale lombardo approverà presto un documento per sollecitare lo sblocco definitivo dei ristorni trattenuti dal Canton Ticino e destinati ai comuni italiani di frontiera. Lo ha annunciato oggi il leghista Davide Boni al termine dell’incontro a Palazzo Pirelli tra i consiglieri lombardi e il Gran Consiglio del Canton Ticino. La Regione preparerà una lettera con la quale chiederà al Governo italiano di impegnarsi a partecipare a un tavolo comune con gli omologhi elvetici per risolvere definitivamente tutti i problemi in materia fiscale. «L’incontro di oggi – ha detto il Presidente del Gran Consiglio del Ticino, Gianni Guidicelli – si è svolto in un clima molto positivo e credo utile l’approvazione di questo documento sui ristorni, perché ci consentirà di accelerare ancor di più l’imminente conclusione positiva di un problema che si trascina ormai da troppo tempo. Oggi – ha aggiunto il presidente ticinese – abbiamo affrontato anche il tema di Expo 2015, consapevoli del grande interesse delle imprese svizzere e ticinesi verso questo evento e della necessità di favorire una reciprocità di accesso ai rispettivi mercati ed economie da parte degli imprenditori lombardi e svizzeri».
La riunione di oggi fa seguito al primo incontro tenutosi a Bellinzona il 21 settembre scorso, durante il quale era stata formalmente riconosciuta la necessità che il tavolo si riunisse periodicamente per affrontare insieme le problematiche comuni alla Lombardia e alla Svizzera italiana. Hanno partecipato ai lavori di oggi anche il capogruppo del Partito Democratico Luca Gaffuri , i Consiglieri regionali del Partito Democratico Stefano Tosi e Angelo Costanzo e il Consigliere regionale della Lega Nord Dario Bianchi, presenti pure il Consigliere Diplomatico del Presidente della Regione Lombardia Stellino Liborio e il direttore della Segreteria tecnica del Commissario generale di Expo Milano 2015 Alberto Mina. I lavori tra le due delegazioni parlamentari sono proseguiti nel pomeriggio affrontando il tema della valutazione delle politiche pubbliche con l’intervento del Presidente del Comitato paritetico regionale di Controllo e Valutazione Alessandro Alfieri.
«Sono state affrontate alcune questioni d’attualità tra Lombardia e Canton Ticino, in particolare per ciò che concerne il mercato dei lavoro frontaliero» ha sottolineato il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri. «Attualmente la battaglia lavorativa sui frontalieri in Canton Ticino è di natura salariale. Ci sono infatti diverse componenti produttive in Ticino che sostengono come gli italiani impiegati nel Cantone italofono debbano essere retribuiti in Euro, oltre che svolgere maggiori ore di lavoro gratuitamente. Comprendo come in Svizzera la legislazione in questa materia sarà caratterizzata da una contrattazione tra lavoratori e imprese sconosciuta in questi termini da noi, e che quindi la possibilità che il lavoro venga retribuito non con la divisa nazionale sia possibile, ma questa “elasticità” rischia di essere non solo controproducente per i frontalieri bensì anche per gli stessi lavoratori ticinesi perché potrebbe acuire il fenomeno del dumping salariale. Auspico che le autorità elvetiche decidano presto di pronunciarsi in materia».
Per saperne di più: leggi tutti gli articoli di VareseNews sui ristorni e i frontalieri
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