Brescia, la giovane multinazionale in cerca di se stessa

Le rondinelle di Beppe Scienza sono senza vittorie da 11 partite e navigano nella parte bassa della classifica. La qualità c'è, ma le cose non stanno girando al meglio

Puntare sui giovani per tornare grandi e spendere meno. Sono questi gli obiettivi con i quali il presidente del Brescia Gino Corioni ha cominciato questa stagione di serie B. Dopo 17 giornate le cose però non stanno andando benissimo: avvio sfolgorante, bel gioco, primi posti in classifica e poi il crollo. Dalla sesta giornata le rondinelle non vincono (2-0 col Cittadella): in undici partite il Brescia ha raccolto solo 4 punti (pareggi con Modena, Gubbio, Sampdoria e Sassuolo), perdendo rovinosamente in casa contro Albinoleffe, Ascoli, Reggina e Pescara e in trasferta contro Verona, Grosseto e Padova. La società ha confermato la fiducia a Beppe Scienza (foto da www.bresciacalcio.it), giovane allenatore ex Legnano, nonostante l’andamento tutt’altro che positivo: a gennaio farà qualcosa sul mercato, sia in uscita che in entrata. In classifica il Brescia si trova al quint’ultimo posto a 18 punti, frutto di 4 vittorie, sei pareggi e 7 sconfitte, con 14 gol fatti e 21 subiti.
 
La rosa a disposizione dell’allenatore dei bresciani è per la grandissima parte formata da giovani e giovanissimi provenienti da tutto il mondo, con pochi puntelli di esperienza. La qualità c’è, a cominciare dal duo di attaccanti Feczesin-Jonathas, autori di 10 dei 14 gol messi a segno dalla squadra. L’ungherese ha già fatto male al Varese lo scorso anno con la maglia dell’Ascoli, mentre il giovanissimo gigante brasiliano (22 anni, 190 centimetri e piedi raffinati) è un prospetto interessantissimo. La stellina della squadra è tra i pali e si chiama Leali: classe 1993, mantovano di Castiglione delle Stiviere, è considerato il miglior giovane nel suo ruolo non solo in Italia, tant’è che su di lui ci sono gli occhi di grandi squadre di tutto il Vecchio Continente. In difesa, fuori per infortunio Dallamano e Zoboli, il duo centrale è composto da De Maio, francese fisicamente dotato, ma tatticamente piuttosto anarchico, e Berardi, cresciuto calcisticamente nel Brescia; sulle fasce Daprelà, giovanissimo svizzero (è del 1991) prelevato due stagioni fa dal West Ham, e Mandorlini, figlio dell’allenatore dell’Hellas Verona, adattato al ruolo per il duplice infortunio dei già citati Dallamano e Zoboli. Le alternative sono Zambelli, altro centrocampista adattato al ruolo di difensore, Magli (altro 1991 cresciuto in casa), Kamalu e qualche giovane della Primavera da lanciare nella mischia in caso di necessità. E c’è anche Gilberto Martinez, tornato in maglia bresciana da poche ore e già disponibile per il match contro il Varese. Il centrocampo è il luogo dove c’è la maggior esperienza: Budel, Cristiano Zanetti, Nicolas Cordova sono nomi che sulla carta potrebbero far spaventare gli avversari, ma che in campo non stanno dando il contributo sperato. Accanto a loro una multinazionale di talenti un po’ troppo altalenanti: il 23enne ungherese Vass, il 21enne di passaporto belga El Kaddouri, il 20enne polacco Salamon e i 20enni bresciani doc Martina Rini e Paghera. In attacco ad ispirare il duo magiaro-carioca Feczesin-Jonathas c’è l’argentino Juan Antonio (foto da www.bresciacalcio.it), 23 anni, scuola River Plate. Le alternative sono il giovane spagnolo Ruben Ramos Martinez, classe ’89, detentore del record di gol nelle giovanili dell’Atletico Madrid, ma prelevato a costo zero dalla cantera del Real, e i due italiani Scaglia e Maccan.
 
Il Brescia di Scienza gioca un calcio piacevole, molto portato all’attacco. I risultati non stanno dando ragione all’impostazione del mister, ma come spesso accade non bisogna fidarsi ciecamente dei numeri: le rondinelle non sono una squadra materasso e non giocano affatto male. Davanti sia Jonathas che Feczesin sono due punte pericolosissime e Juan Antonio se azzecca la giornata giusta può far male con i suoi inserimenti. In mezzo al campo Budel (foto da www.bresciacalcio.it) detta i tempi da vero capitano: ha esperienza e piedi di categoria superiore, ma quest’anno deve ancora trovare i giusti ritmi; El Kaddouri sta stupendo tutti e Salamon è un gran corridore, mentre Vass e Cordova hanno i piedi e il passo per fare molto meglio di quello che hanno fatto finora. I problemi maggiori sono in difesa: Leali non può fare sempre i miracoli e il “fortino” bresciano cade spesso a causa delle disattenzioni del non irreprensibile duo centrale, non supportato a dovere dai terzini. In questo settore può dare una grossa mano Martinez, cursore di esperienza e forza fisica. Insomma questo Brescia si rifarà, i tifosi del Varese sperano a partire dalla 19^ giornata.  

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Pubblicato il 02 Dicembre 2011
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