Le tessiture erano luoghi d’arte e di lavoro

Il nuovo libro di Luigi Giavini, "Una lacrima di blu" (Nomos Edizioni), svela ai lettori un mondo, quello della tessitura bustocca, pieno di bellezza e passione dai capitani d'industria agli operai

È uno sguardo di speranza e fiducia quello che Luigi Giavini rivolge al mondo tessile con questo nuovo titolo pubblicato da Nomos Edizioni. L’autore intreccia qui le sue due anime di scrittore: quella di studioso del dialetto bustocco e quella di studioso di storia dell’industria tessile e chimica. Così, il tema della cultura d’impresa – a lui carissimo – guardata a partire dal passato, dall’alto di una storia gloriosa come quella del tessile bustocco, emerge ripetutamente nelle considerazioni di chi non vuole arrendersi all’impotenza di fronte alla pesante crisi che da ormai anni attraversa il settore tessile, partendo dagli esempi dei successi di ieri. Giavini rievoca un’abilità produttiva, cui va riconosciuta una valenza d’arte, attraverso una lingua – il dialetto bustocco – a tal punto connaturata alla vita lavorativa da diventarne specchio fedele colorandosi di espressioni, terminologie, modi di dire ormai quasi scomparsi; è il linguaggio parlato nei luoghi del lavoro tessile dove sistemi di produzione, macchine e soprattutto uomini (dai capitani d’industria agli operai) condividevano passioni e professionalità. Spigolature quindi, restituite al lettore dal filtro della lingua dialettale e capaci di emozionare ancora oggi. E a testimoniare questa altissima professionalità artigianale, propria del settore fin dai suoi albori, troviamo nell’apparato iconografico del volume le molte immagini tratte dai sacri (e segretissimi!) taccuini manoscritti – perlopiù di Giuseppe Azimonti – dove con disegni e ricette di tintura, prove, risultati, esperimenti, venivano annotati e inseriti campioni di tessuti che rimandano alle ricerche cromatiche. Un patrimonio di straordinaria ricchezza e importanza, quello dell’arte tessile, che ha avuto continuità nei secoli e che non deve andare smarrito. Luigi Giavini, di antica famiglia tessile, laureato in chimica industriale, è da sempre impegnato nello studio della storia tessile cotoniera.
"Raso da 8", "Trama e ordito di una città",  "La Fiaba del cotone", "Il colore dell’Aurora" fanno parte di un ciclo che si conclude con "Una lacrima di blu". 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Giugno 2012
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