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Boateng, la sua pallonata al razzismo premiata dall’Onu

Quel calcio sferrato alla sfera contro i i (pochi) tifosi che lo denigravano è diventato un simbolo contro il razzismo negli stadi. Prima di andare all'Onu, per la Giornata contro il Razzismo, dovrà presentarsi in Procura a Busto

Forse lo stesso Boateng non avrebbe mai potuto immaginare che il suo gesto di stizza nei confronti di quei (pochi) tifosi che lo hanno denigrato sul campo del Carlo Speroni di Busto Arsizio sarebbe arrivato in tutto il mondo. Quella pallonata, che in altri casi sarebbe costata una squalifica e un’ammenda, continua a ricevere consensi al punto che il centrocampista del Milan è diventato ormai un simbolo della lotta al razzismo negli stadi e ispirando tutta una serie di iniziative che si stanno moltiplicando. L’ultima in ordine di tempo è quella dell’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite che ha invitato il calciatore per prendere parte ad una commemorazione. Così scrive la società rossonera:«Il nostro calciatore Kevin Prince Boateng è stato invitato dalle Nazioni Unite alla commemorazione della "Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali" che si terrà il 21 marzo al Palazzo delle Nazioni di Ginevra. Un importante momento di riflessione che quest’anno si concentra sul tema ‘Sport e razzismo: diamo un calcio al pregiudizio».

Prima di quella data, però, il "Boa", come lo chiamano i suoi tifosi, dovrà presentarsi dal pubblico ministero, titolare del fascicolo riguardante l’incitamento all’odio razziale, Mirko Monti per riferire le numerose offese partite dal gruppetto di sostenitori della Pro Patria individuato dagli uomini del Commissariato di Gallarate attraverso le immagini delle telecamere dello stadio. Prima di lui, infatti, verranno sentiti i sei denunciati che verranno interrogati domani, giovedì 17 gennaio. Tra questi anche l’ex-assessore allo sport e alle politiche giovanili Riccardo Grittini

Nel frattempo il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, chiusa definitivamente la polemica sul comportamento dello stesso (lo definì poco professionale per aver abbandonato il campo, ndr) prosegue sulla strada del laboratorio antirazzismo annunciando per fine mese l’avvio delle attività dell’organismo e ha anche lanciato la proposta di dare la cittadinanza onoraria al giocatore. Così Busto, dopo le tante critiche spesso ingiuste e approssimative, dimostra di saper reagire e mostrare il volto migliore di sè, dando continuità ad un azione efficace contro ogni forma di discriminazione razziale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2013
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