Il Giudice di pace “boccia” l’autovelox casoratese

Accolto il ricorso di un automobilista multato e definisce "poco trasparente" la modalità di uso dell'autovelox. Il Comune annuncia il ricorso al giudice ordinario

Il Giudice di Pace di Gallarate ha accolto il ricorso di un automobilista multato sul Sempione a Gallarate e nel dispositivo definisce l’accertamento dell’autovelox casoratese «sostanzialmente diretto a fini unicamente repressivi». Il pronunciamento del giudice onorario gallaratese è destinato a rinfocolare lo scontro sull’uso dell’autovelox a Casorate, che anche tanti lettori hanno contestato e che invece secondo l’amministrazione comunale serve a ridurre le velocità e prevenire incidenti sulla ex Statale.
Il ricorso è stato presentato da un cittadino di Arsago Seprio, “pizzicato” a viaggiare a 66 km/h (velocità rilevata) sul Sempione. Ricorso accolto, con un riferimento specifico alle norme dell’articolo 142 comma 6 Bis del codice della strada, quello che definisce che le postazioni di rilevazione della velocità “devono essere preventivamente segnalate e ben visibili”. Secondo il giudice di pace la norma del Codice della Strada non sarebbe rispettata a Casorate e questo «costituisce violazione di Legge e denota l’utilizzo poco trasparente dell’accertamento sostanzialmente diretto a fini unicamente repressivi e/o che esulano dalla sicurezza della circolazione». Il giudice conclude che «l’accertamento va dichiarato illegittimo e il ricorso va accolto», ma la motivazione è importante, perché riguarda le modalità stesse con cui si fa l’accertamento sul Sempione e dunque, potenzialmente, potrebbe riguardare anche altre contravvenzioni elevate nel passato. A Casorate di solito, l’autovelox viene posizionato nel tratto urbano casoratese, a bordo di un’auto bianca, che copre almeno parzialmente alla vista l’auto della Polizia Locale. Questo, comunque, con la presenza dei cartelli che sul Sempione annunciano i controlli.

L’Amministrazione Comunale difende l’uso dell’autovelox, considerato utile per la sicurezza stradale su un tratto che – ribadisce il vicesindaco Tiziano Marson – è urbano a tutti gli effetti, così definito anche dall’Anas. L’Amministrazione farà ricorso, considerando non corrette le motivazioni della sentenza, e si rivolgerà al Giudice ordinario.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Gennaio 2013
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