“Il Papa ci ha insegnato ad andare senza paura”

Parlano Alessandro e Martina, due dei ragazzi che sono partiti da Varese per esserci. Grande l'accoglienza che la gente di San Paolo ha riservato loro

 Il gruppo partito da Varese era formato da 16 giovani, tra ragazzi e ragazze, con un’età compresa tra i diciotto e i ventotto anni. Con loro Don Marco, il parroco della comunità di Masnago. Appena arrivati in Brasile, sono subito entrati in contatto con la gente di San Paolo, che ha accolto i ragazzi a braccia aperte, come se fossero i loro figli o nipoti, con semplicità e spontaneità.
In particolare Alessandro, uno dei ragazzi del Papa, ricorda con piacere due episodi: “Ero al supermercato con altri compagni e una signora, appena ci ha visto, ha voluto regalarci una scatola di cioccolatini. Una vicenda analoga si è verificata al ristorante, dove, alcuni ospiti seduti nel tavolo di fianco al nostro, ci hanno offerto la pizza”. I ragazzi sono stati davvero coccolati dagli abitanti di una città travolta da una massa festante; continua Alessandro: “Per strada, appena capivano la nostra nazionalità, ci fermavano e salutavano”.
Sarà perché noi italiani siamo conosciuti in tutto il mondo, o per via del nuovo Papa giunto recentemente in Italia proprio dal Sud America, ma i ragazzi si sono accorti di uno speciale rapporto tra loro e il popolo brasiliano. Rispetto alla precedente esperienza di Madrid, sono riusciti a vivere di più le realtà locali, perché ospitati da famiglie del posto, e non in grandi palestre come in Spagna. Probabilmente il fatto che gli italiani in Brasile non erano molti, ha permesso una conoscenza più approfondita delle persone del luogo. Martina, una delle più giovani partecipanti, racconta: “A colpirmi è stato proprio il modo con cui i brasiliani si accostano alla preghiera, per loro è una festa, tutti cantano, anche i più giovani”; un elemento che a noi italiani manca. Per tutti il momento più suggestivo è stato sulla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro. “Tre milioni di giovani che in silenzio ascoltano le parole di Papa Francesco. A volte ti senti solo nel vivere la tua fede, ma episodi come questo ti fanno cambiare idea e ti danno la carica”.
E la carica giusta è proprio quello che serve per mettere in atto, anche a casa, l’insegnamento che il Papa ha voluto lasciare, cioè “Andare senza paura per servire”. Nelle nostre metropoli dove la vita è resa frenetica da tanti impegni, risulta difficile, soprattutto per le nuove generazioni, accostarsi alla religione; spesso il rischio è non essere capiti dai coetanei.
Per questo è necessario riscoprire il proprio coraggio, non avere paura dei giudizi altrui, e servire chi ha più bisogno di noi. Dalle parole di Alessandro e Martina emerge ancora una profonda emozione, già pronti per partire alla volta della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che si terrà nel 2016 a Cracovia.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 agosto 2013
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