Riforma sanità: l’ospedale di Varese piglia tutto

Secondo le indiscrezioni sulla bozza che il presidente di commissione Rizzi presenterà lunedì, solo l'azienda ospedaliera varesina sopravviverà, mentre l'Asl locale incorporerà Como, Sondrio e Lecco

Si annuncia come una riforma rivoluzionaria. Quella che il presidente della Commissione sanità lombarda Fabio Rizzi presenterà lunedì prossimo, nel corso di un convegno, ridisegnerà profondamente, stando ad alcune anticipazioni circolate sulla stampa nazionale, la geografia di aziende ospedaliere e sanitarie. Una manovra che toccherà direzioni e uffici direttivi ma non le attività sanitarie dei singoli presidi. 

Innanzitutto le Asl diventeranno 5 e accorperanno realtà geograficamente limitrofe. Varese, per esempio, sarà ricompresa nell’Asl dell’Insubria insieme a Como, Lecco e Sondrio con Varese che manterrà la sede principale. Completano la mappa, la ASL di Milano, comprendente il territorio dei Comuni di Milano, Bresso, Cinisello, Cologno, Cormano, Cusano, e Sesto San Giovanni, con sede a Milano; la ASL delle Orobie, con le Provincie di Bergamo e Brescia, con sede a Brescia; la ASL della Brianza e della provicina di Milano, che racchiude la Provincia di Monza e della Brianza ed i Comuni della Provincia di Milano non ricompresi nella ASL di Milano ; la ASL della Val Padana, comprendente le Provincie di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, con sede a Pavia". 
 
Accorpamenti e smembramenti sono previsti, invece, nelle aziende ospedaliere. Nel nostro territorio, per esempio, l’azienda Macchi di Varese diventerà “Ao dei sette Laghi” : al suo interno ci saranno, oltre ai noti Circolo, Del Ponte, Cittiglio e Luino, anche il Sant’Antonio di Gallarate, l’Ondoli di Angera, il Galmarini di Tradate e il Bellini di Somma Lombardo. 
Il presidio di Busto, invece, sarà incorporato nell’AO del Ticino, insieme a Legnano, Magenta, Cuggiono, Abbiategrasso, Garbagnate, Bollate, Passirana, Rho. 
L’ospedale di Saronno, infine, confluirà nell’area comasca nell’AO Lariana insieme al Sant’Anna di Como, Menaggio, Cantù, Mariano Comense, e Lecco.
 
Le novità non sono state annunciate direttamente da Rizzi il quale, però, in una nota ha dichiarato: «Riconosco la paternità di tali proposte, contenute in una bozza che vuole essere un mio contributo alla discussione e una base per i confronti con il territorio. Tale documento non è mai stato formalizzato, in quanto l’obiettivo è quello di arrivare ad un progetto di legge condiviso».
 
Tale organizzazione, se confermata a grandi linee, renderebbe ancora più plausibile la nascita di un ospedale del bambino e della madre dedicato al Del Ponte: «L’ipotesi di costituire un centro di eccellenza materno infantile che possa soddisfare le esigenze del Nord Lombardia e Piemonte è ancora piů sostenibile se si considera la normativa approvata da Regione Lombardia – ha dichiarato Mario Mantovani vice presidente di Regione Lombardia e assessore alla Salute – La norma approvata da Regione stabilisce infatti l’accorpamento dei punti nascita aventi un numero inferiore ai 500 parti all’anno, a partire dal 2013». 
Tra le novità previste da Rizzi anche la possibilità che il ruolo di direttore sanitario venga ricoperto da un veterinario. 

Nel corso dello stesso convegno lunedì 23 settembre, anche il consigliere del Pdl Stefano Carugo presenterà la sua proposta di riforma incentrata sulla diversificazione delle mission dei diversi ospedali: ci saranno presidi di riferimento per le malattie più gravi, mentre le patologie non acute verranno seguite nei "country hospital", centri sanitari in cui saranno riconvertiti i piccoli ospedali.

Intanto domani, venerdì 20 settembre,  la giunta regionale presenterà la legge di riforma relativa alle nomine dei dirigenti generali per le aziende ospelarie e e sanitarie mentre per fine mese è attesa la bozza di riforma della sanità su cui sarà avviato il confronto con il territorio.

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Pubblicato il 19 Settembre 2013
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