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Whirlpool, migliaia in marcia per il difendere il lavoro

Corteo composto con lavoratori provenienti da tutt’Italia. Presenti tre segretari generali dei metalmeccanici. “Primo passo per far cambiare piano industriale all’azienda”

Un corteo partito da Gavirate alla volta di Comerio con lavoratori provenienti da tutt’Italia: Campania, Marche, Torino e ovviamente Cassinetta e Comerio.

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Tutti in marcia per dire “no” ai licenziamenti annunciati dall’azienda non più tardi di qualche settimana fa: 200 lavoratori a Fabriano, in aggiunta ai 35 già annunciati nell’area della ricerca e sviluppo, altri 200 in provincia di Varese, tra Comerio e Cassinetta, in aggiunta ai 75 già annunciati nell’area della ricerca e sviluppo, 80 a Milano.

Gli aggiornamenti in diretta:

12 – I pullman sono pronti. Stanno aspettando sulla statale 394 i lavoratori per riaccompagnarli a casa. Dall’altoparlante si sente la voce che ringrazia tutti i lavoratori. In special modo augura “buon viaggio ai ragazzi di Caserta che sono quelli venuti da più lontano”.

La manifestazione seguita al corteo si avvia verso la conclusione dopo gli interventi dal palco dei segretari generali delle organizzazioni di categoria.

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11.50 – Ultimo intervento è quello di Marco Bentivogli della Fim Cisl:

«Questo non è un piano industriale, è un piano al massacro perché con 2.000 esuberi non c’è investimento che tenga. Abbiamo visto il signor Merloni brindare a caviale e champagne: gli auguriamo che gli vada di traverso perché è stata giocata una partita inaccettabile sulla pelle dei lavoratori». Bentivogli usa parole forti anche contro Matteo Renzi: «Il Governo non può avere una atteggiamento neutro su questa partita: deve fare pressioni sul gruppo americano affinché porti le produzioni dall’estero in Italia».

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11.40 – Parla Maurizio Landini della Fiom:

«La manifestazione di Varese è importante perché dimostra solidarietà condivisa fra lavoratori. Non possiamo accettare che nel piano partano assunzioni in uno stabilimento e si facciano licenziamenti in un altro. La solidarietà dimostrata dai lavoratori è molto importante perché non è riuscita l’operazione di mettere i lavoratori del nord contro quelli del sud».

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11.30 – Rocco Palombella della Uilm:

«Questo piano tende a dividere i lavoratori del nord e del sud ma Varese sta dimostrando che vi è una piena solidarietà». Palombella ha ricordato anche la presenza di Electrolux durante la manifestazione, «che tutti davano per morta e che oggi è qui a manifestare solidarietà a tutti i lavoratori del comparto».

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Subito dopo ha preso la parola dal palco il segretario della Fiom Maurizio Landini.

11.15 – Parla Valentino Mita della Rsu Albacina di Fabriano:

«Questo piano industriale è una vera provocazione. Oltre 2.000 licenziamenti non possono andare d’accordo con le dichiarazioni dei vertici del gruppo. Come di fa a dire che c’è un’attenzione all’impatto sociale attraverso gli investimenti se poi ci lasciano a casa tutti questi lavoratori. Noi siamo qui non per chiedere ammortizzatori sociali ma per chiedere lavoro».

Sul corteo c’è una cappa infernale di caldo e umidità. Acqua fresca e panini vengono distribuiti nel piazzale antistante l’azienda.

11.10 – La voce della speaker della Cgil di Varese dall’altoparlante ripete:

«Diciamo chiaro e no alla chiusura degli stabilimenti. Diciamo chiaro e no agli esuberi. Siamo qui nella sede della direzione Whirlpool Emea per far sentir la nostra voce. È importante esser qui e far sentire la nostra voce. Siamo più di duemila e ora l’azienda deve trovare un’altra soluzione».

Inizia così la fase clou della manifestazione dove parleranno i delegati degli stabilimenti e poi dei segretari generali del sindacato.

11.05 – Prende la parola il segretario provinciale della Fiom di Varese Stefania Filetti:

«Ogni stabilimento del gruppo deve avere la sua missione produttiva. Noi non siamo d’acccordo con questo piano industriale. E quindi il piano industriale va cambiato. Ci sono le condizioni per poter cambiare questo piano e questa manifestazione è l’inizio di questo cambiamento».

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11 – Vengono accesi molti molti fumogeni: le persone aderenti al corteo sono aumentate, toccando i 2.000 aderenti. Tutto il corteo sta cantando “Chi non salta – americano è – è”. Tra i manifestanti anche alcune delegazioni di lavoratori Electrolux.

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10.50 – La testa del corteo sta scendendo le rampe di Comerio, dove c’è il quartier generale europeo di Whirlpool.

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Qui incontriamo Vincenzo Di Spirito, della Rsu Carinaro, lo stabilimento in provincia di Caserta:

«Noi chiediamo solo di lavorare e non vogliamo rubare il lavoro ai colleghi di altri stabilimenti italiani. Un prodotto di qualità ce l’abbiamo e lo produciamo da anni. Ci aspettiamo che Whirlpool riporti le produzioni in Italia dagli stabilimenti di polonia e Cina»

10.45Massimo Raineri (Rsu stabilimento None Torino):

«La soluzione trovata al Ministero non ci accontenta: non solo perché non vengono tutelati tutti i posti di lavoro ma perché in realtà il lavoro che Whirlpool appalta a una ditta esterna avremmo potuto svolgerlo noi. Ci aspettiamo che la soluzione venga rivista»

Nel frattempo la testa del corteo sta arrivando alla Whirlpool di Comerio.

Una nota sulla viabilità: le strade da Casciago verso Comerio risultano deserte. Il piano di comunicazione per la viabilità ha funzionato e gli automobilisti hanno usato le strade alternative.

10.30 – Parla Landini. Maurizio Landini, il segretario della Fiom afferma che:

«Questo sciopero e questa manifestazione servono a fare pressione sulla multinazionale e a far riverdere il piano industriale. Bisogna riequilibrare il piano su tutti gli gli stabilimenti del gruppo. Abbiamo il mandato dei lavoratori di Varese e la piena solidarietà dei lavoratori degli altri stabilimenti italiani. Riteniamo che se un piano industriale porta investimenti in Italia, questi investimenti vadano riequilibrati».

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Ore 10 – Comerio. Attorno alle 10 poco prima di giungere a Comerio lo scoppio di un petardo ha creato alcuni attimi di tensione, ma la manifestazione finora si è svolta con regolarità.

I segretari. C’è il segretario della Fiom Maurizio Landini. C’è Rocco Palombella, segretario generale della Uilm che così ha commentato la massiccia presenza di lavoratori in marcia alla volta del quartier generale europeo della multinazionale:

«Questo è solo l’inizio per far cambiare il piano industriale a Whirlpool. Bisogna pensare all’ottica di produzioni all’estero che possono essere portate in Italia. Ed è necessario trovare alternative al mantenimento di Carinaro».

Questa è la posizione della Fim Cisl Marco Bentivogli:

«Non serve redistribuire il lavoro in Italia, ma far rientrare i volumi di produzione dall’estero, in particolare da Cina e Polonia».

8.30 – tutti a Cassinetta. Per questo lo sciopero di oggi, e la grande manifestazione che è partita con una concentrazione di arrivi attorno alle 8.30 a Cassinetta di Biandronno, dove ci sono le linee della produzione e la partenza del corteo nella prima mattinata da Gavirate per procedere verso Comerio lungo la statale 394.

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(ultimo aggiornamento ore 12)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 Giugno 2015
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