Tre mosse per rilanciare l’ospedale di Cuasso
La Comunità del Piambello ha approvato la relazione della Commissione socio sanitaria che chiede di valorizzare un patrimonio prezioso per il territorio e i suoi 70.000 abitanti
Valorizzare la foreste con un obiettivo turistico sportivo. Riattivare le cucine per realizzare un servizio catering e servire scuole e comunità, utilizzare le strutture per realizzare ospedale di comunità, riabilitazione, ospite, ambulatori, dentro diurni.
La Comunità montana del Piambello ha approvato il documento redatto dalla commissione socio sanitaria del territorio dedicata all’ospedale di Cuasso : «L’ospedale – si legge – è da considerare come una ricchezza da conservare e da valorizzare, tenuto anche conto del depauperamento dei servizi della zona, basti pensare alle sorti del servizio di neuropsichiatria infantile e di altri servizi essenziali per la popolazione. Si tratta di un luogo ricco dal punto di vista sia ambientale e naturalistico, sia artistico e patrimoniale, sia sanitario e sociale. Gli investimenti ingenti impiegati nel corso degli anni vanno considerati e non dispersi mentre le ricchezze intrinseche alla struttura vanno valorizzati ulteriormente».
In particolare, la Commissione ha indicato in tre punti il rilancio del presidio: «dal punto di vista naturalistico con la valorizzazione dell’immenso patrimonio forestale attraverso l’accreditamento delle “foreste di Lombardia” con la relativa certificazione e la sua promozione in una prospettiva agricola, turistica e sportiva o quale fonte energetica.
Lo sviluppo e la riqualificazione della struttura attraverso una ristrutturazione ambientale ed energetica. La riattivazione di potenziamento delle cucine con eventuale servizio catering per scuole, comunità ed imprese e la condivisione di altri servizi realizzando economie di scala.
Il pieno utilizzo delle strutture dei servizi sanitari e sociali »
La comunità del Piambello, dunque, accoglie e fa suo il monito della Commissione che giudica «avventato e assolutamente incoerente prevedere o addirittura caldeggiare una chiusura dell’ospedale di Cuasso. Viceversa, un modello di sviluppo come quello proposto costituisce una garanzia di successo in quanto prevede all’interno deplorerò sviluppo la creazione di risorse per un’ulteriore crescita».
La Comunità, in virtù dei 70000 abitanti che rappresenta, chiede alla Regione di essere ascoltata.
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