Un tuffo nell’Olona per salvarlo dall’inquinamento

I volontari di Legambiente Varese hanno organizzato anche quest'anno l'ormai tradizionale "big jump" per riportare l'attenzione sulla scarsa qualità delle acque del fiume

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Torna il Big Jump, la campagna europea di European Rivers Network (ERN) ideata per reclamare la balneabilità di tutti i corsi d’acqua (www.rivernet.org/bigjump/). Attraverso un grande tuffo collettivo, dunque, verrà lanciato un messaggio simbolico alle istituzioni locali e internazionali affinché adottino tutte le politiche necessarie al ripristino del buono stato ecologico dei diversi ambienti acquatici. In Italia l’iniziativa è coordinata da Legambiente che, come ogni anno, organizzerà i tuffi in tutta la Penisola. In Lombardia il grande salto avverrà nelle acque dei fiumi Ticino, Lambro, Olona e nel torrente Certesa (tributario del Seveso).

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Il "Big Jump" nell'Olona 4 di 6

Al tuffo di Malnate quest’anno hanno preso parte l’assessore all’Ambiente di Malnate, Giuseppe Riggi e il collega di Varese Dino De Simone.

“Il Big Jump è un evento simbolico, ma anche un momento per fare il punto sullo stato di avanzamento di progetti e interventi dedicati al miglioramento dei nostri fiumi – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Per l’ennesima volta segnaliamo che la Lombardia ha accumulato troppi anni di ritardo nell’avvio dei necessari interventi di risanamento, perchè per troppo tempo è mancata la visione che avrebbe dovuto guidare l’appostamento di risorse e investimenti necessari all’adeguamento delle reti fognarie e drenanti e degli impianti di depurazione. Questo spiega l’enorme ritardo della nostra regione nell’adeguarsi agli imperativi obblighi di qualità che la UE da 16 anni richiede agli stati membri con la direttiva 2000/60. Inoltre siamo preoccupati che ancora oggi esistono alcune province entro le quali la governance idrica di area vasta è di là da venire.”

Sotto le lenti dell’associazione, come sempre, i ‘grandi malati’: Olona, Seveso-Certesa e Lambro che ancora fanno registrare concentrazioni di inquinanti inaccettabili a causa di scarichi selvaggi, collettori fognari insufficienti, depuratori malfunzionanti o addirittura inesistenti. Ma anche il Ticino, il fiume azzurro, che subisce i ricorrenti rigurgiti di acque pesantemente contaminate provenienti dai bacini di Seveso, Olona e Lura.

Il tuffo nell’Olona si è svolto a Malnate, nella località “Mulini di Gurone”, dove Legambiente sta portando avanti il progetto “L’anello sul fiume”, vincitore del Bando Comunità Resilienti di Fondazione Cariplo.

Il Big Jump in Lombardia si è svolto anche a Pavia sul Ticino, a Monza sul Lambro, a Seveso nel torrente Certesa.

L’ANELLO SUL FIUME

“L’anello sul fiume” è progetto vincitore del Bando Comunità Resilienti di Fondazione Cariplo: un costo complessivo di 150.000 euro, finanziato dalla Fondazione per 90.000 euro, in cui i finanziamenti saranno dedicati ad azioni di cura del territorio, alla partecipazione e alla formazione. L’obiettivo del progetto, infatti, è quello di sostenere una comunità capace di far fronte ai periodici fenomeni di inondazione controllata e al conseguente abbandono e minor cura del territorio provocato dalla gestione dello sbarramento e dalla vasca di laminazione sul fiume Olona.

L’area protagonista sarà, infatti, quella compresa nel tratto di valle del fiume Olona a nord della diga di laminazione delle piene, nei territori dei Comuni di Malnate e di Varese. All’interno dell’invaso sorge l’antico abitato dei Mulini di Gurone, circondato da un argine ad anello.
Nonostante la presenza della diga preservi dal rischio di inondazione i comuni della valle, l’abitato è soggetto all’allagamento controllato. Inoltre negli ultimi anni, anche a causa dei cambiamenti climatici, i flussi di inondazione si verificano più frequentemente, pregiudicando il valore ambientale del territorio. La situazione ha reso dunque precaria anche la vita della comunità locale e delle attività tradizionali, rendendo difficile un insediamento costante.
Per questo gli abitanti dell’anello, che hanno già sottoscritto una lettera collettiva di adesione, sono i primi sostenitori del progetto.

La comunità sarà parte attiva nelle azioni del progetto rafforzando la propria consapevolezza e responsabilità, in questo modo si attiva un processo di resilienza che permetterà di ridurre i rischi idrogeologici trasformandoli in occasione di cambiamento e adattamento. La condivisione di competenze, strumenti e risorse tra l’Ente pubblico e la comunità locale donerà, nelle intenzioni dei promotori, un nuovo valore ambientale, sociale ed economico al territorio.

I risultati previsti sono molti: creare di un gruppo stabile di volontari chiamati “gli amici dell’Anello”; migliorare la qualità vegetazionale delle aree boscate e delle caratteristiche ambientali dei corpi idrici minori; incrementare la fruizione naturalistica dell’area; creare un orto condiviso; stilare un manuale di buone pratiche da usare nell’invaso dal titolo “Le regole dell’Anello”; coinvolgere le comunità del fiume attraverso incontri pubblici dedicati alla prevenzione del rischio delle inondazioni; organizzare uno spazio di aggregazione “Piazza dell’anello”; creare una mappa dei percorsi ciclopedonali; programmare eventi di mobilità dolce; completare la ristrutturazione e il restauro conservativo della Casa dell’Anello per la formazione di un deposito/laboratorio e di spazi per la comunità.

“La partecipazione delle comunità locali permette il radicamento di azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti provocati dal clima e dai rischi ambientali – dichiara Marzio Marzorati vice presidente di Legambiente Lombardia – agire a livello locale è una condizione indispensabile per modificare la situazione ambientale globale e per far in modo si verifichi una inversione di rotta. “L’anello sul fiume” prevede una vasta rete di sostegno di cittadini, associazioni e scuole, a partire dai circoli di Legambiente (Varese e Mulini dell’Olona). Ci aspettiamo di avviare una nuova fase nella gestione dei rischi idrogeologici e nella valorizzazione ambientale nella Valle dell’Olona.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 10 luglio 2016
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