Un vino “da stellati” sulle colline di Azzate

Il SommoClivo, della tenuta Torre San Quirico, sulle colline tra Azzate e Brunello, è nelle carte dei vini di ristoranti famosissimi. La Guida Oro Veronelli gli ha attribuito il riconoscimento Sole 2016

Un vino "da stellati " ad Azzate

Sembrava impossibile, ma la grande eccellenza vinicola in provincia di Varese c’è, e si nasconde tra i colli che sovrastano Azzate.

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A decretarlo, la Guida Oro I Vini di Veronelli, che ha attribuito l’ambitissimo Sole 2016 al Nebbiolo SommoClivo dell’azienda Torre San Quirico di Azzate . «Scherzavamo sul fatto che delle provincie lombarde l’unica a latitare in fatto di viticoltura fosse la provincia di Varese, anche se in passato qualche traccia la si poteva trovare – si legge nella guida – Ora, con nostra sorpresa, siamo a festeggiare un gran bel vino di questa provincia; e che vino! Un originalissimo nebbiolo che in tutta la sua diversità non sente sudditanza con nessuna altra provincia. E siamo solo all’inizio».

Il Sole è un premio assegnato dalla redazione della Guida di Veronelli attribuito ogni anno a dieci vini scelti tra gli oltre 15.000 campioni assaggiati. Dieci etichette di cui la redazione desidera segnalare l’originalità e il valore, per quell’anno. Per il SommoClivo, la guida recita: «Un’azienda piccolissima, con un solo ettaro vitato condotto con appassionata e quotidiana cura, propone una versione varesina del nebbiolo.Su una collina magnificamente esposta, Alessio Fornasetti – imprenditore e preparatissimo vignaiolo dilettante – ha saputo creare un vino sorprendente: l’esordio in Guida è solare».

UN RICONOSCIMENTO A SORPRESA

«In effetti, io non ho saputo se non dopo la degustazione fatta dai redattori, del coinvolgimento del Sommo Clivo nella Guida Veronelli – spiega Fornasetti – da noi si sono presentati semplicemente come dei potenziali clienti. Hanno degustato e poi ci hanno lasciato, dicendo che ci avrebbero dato una risposta. Qualche giorno dopo ci hanno spiegato la verità su chi erano, ma si sono limitati a proporci l’inserimento del vino nella guida. Solo all’ultimo abbiamo scoperto di essere uno dei dieci cru prescelti per il 2016».

Un vino orgogliosamente varesino, prodotto in un vigneto pieno di storia, a 480 metri di quota. I filari dell’azienda di Alessio Fornasetti abbracciano infatti la storica Torre San Quirico: per secoli luogo di viticoltura, abbandonata con l’epidemia di fillossera di fine ‘800. La vigna settecentesca è di circa un ettaro, ma sta per raddoppiare: «E pensare che l’idea di ripristinare il vigneto mi è venuta solo perché la Regione mi aveva telefonato: a loro risultava una concessione per un vigneto, a loro risultava abbandonato, e mi hanno chiesto se volevo rinnovarla o se avrebbero dovuto cancellarla. Mi dissi che non volevo lasciare andare tutto, e mi sono lanciato in una avventura completamente nuova».

UNA VITA RIVOLUZIONATA

Alessio Fornasetti non aveva nulla a che vedere con il vino, all’inizio. La sua vita professionale è stata per lungo tempo da manager: prima in una multinazionale della comunicazione, poi nella divisione comunicazione di una altra importante multinazionale. Fino all’incontro coi Benetton, per i quali si è occupato, ovviamente, di comunicazione. E’ a questo punto però che è spuntata la vigna di casa, quella splendida casa sulle colline di Azzate disegnata nientemeno che da Vico Magistretti negli anni ’60 per gli amici Bassetti, di cui Anna, la moglie di Alessio, è una delle ultime generazioni. Detto, fatto. In un contesto – e in una storia personale – così, però, l’obiettivo non poteva essere che l’eccellenza: «Ho deciso di riqualificare completamente l’esistente storico, che era già presente nel Catasto di Maria Teresa d’Austria, con un nuovo impianto, posando nuovi cloni di nebbiolo appropriati alle caratteristiche del territorio, acquistando attrezzature che consentissero la massima manutenzione della vigna e ammodernando la cantina».

Per quelle viti «Ho cambiato la mia vita, mettendola a disposizione della vigna – ha commentato Fornasetti – E aver ricevuto questo riconoscimento, è la dimostrazione che lavorare con passione e cercare il meglio è la via migliore per poter eccellere» .

VINI PREMIATI PER RISTORANTI STELLATI

Il SommoClivo però, non si trova ovunque. Le sue 5000 bottiglie (che diventeranno circa 10000, con l’ampliamento del vigneto) sono vendute per lo più a ristoranti stellati, e accompagnano piatti non usuali. Nomi come il tre stelle di Chicco Cerea “da Vittorio” a Brusaporto, il due stelle vegetariano di Pietro Leemann Joia a Milano, lo stellato Tano Passami l’Olio, sempre a a Milano.

Ma se lo si volesse gustare in solitudine, o regalare a un amico? «Chi lo compra per sé lo compra direttamente. Sono in parecchi – spiega Fornasetti – A venire a degustarlo e poi ordinarlo direttamente qui, ad Azzate».
Ora l’obiettivo è varcare l’oceano, e presentarsi all’America. «Anche per questo stiamo ampliando il vigneto. Ma il punto più importante è un distributore che sappia trattare e posizionare adeguatamente il vino: le richieste già le avrei».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 04 agosto 2016
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