Festa del medico: si celebrano i camici bianchi
Nell'aula magna dell'Università dell'Insubria si svolgerà sabato 15 ottobre la tradizionale cerimonia con la recita del giuramento di Ippocrate e la consegna di pergamene e medaglie
Sabato 15 ottobre si svolgerà la Festa del Laureato in Medicina e Chirurgia in occasione della Giornata del Medico presso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria in via Ravasi 2 a Varese.
«Ogni anno celebriamo una giornata di festa per i camici bianchi della nostra provincia e i neolaureati – dichiara il presidente dell’Ordine dei Medici di Varese,Dottor Roberto Stella –. Un’occasione per trovarsi e riflettere sulla nostra professione, tra storia e futuro. Ma anche un momento di festa in cui premiare i giovani medici con una pergamena e i medici con 50 anni di laurea con una medaglia. Al termine, al Tempio di Duno, ricorderemo due colleghi caduti nell’adempimento del loro dovere».
Ecco il programma di quest’anno.
Apertura della cerimonia con una breve esibizione del Coro dell’Università degli Studi dell’Insubria.
A partire dalle ore 8.45 i saluti introduttivi del magnifico rettore Alberto Coen Porisini, del professor Giulio Carcano, Presidente della Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria e del dottor Roberto Stella, presidente dell’Ordine dei Medici di Varese.
Seguiranno, alle ore 9, le relazioni tenute dal professor Giuseppe Armocida, dal titolo “Musica e Medici”, e dal dottor Giorgio Appolonia, dal titolo “Dottori, factotum e praticoni al pentagramma”.
Alle ore 10 lettura del Giuramento di Ippocrate da parte del vincitore del “Premio Giovanni Ragnotti”. Alle ore 10.10 consegna della pergamena ai neo-Laureati e la medaglia ai Medici con 50 anni di Laurea. Chiusura con il Coro dell’Università degli Studi dell’Insubria.
La cerimonia si concluderà alle ore 11.30 con la celebrazione della Santa Messa presso il Tempio Votivo dei Medici d’Italia a Duno. Al termine della messa, benedizione della lapide con i nomi incisi dei medici caduti in guerra e per il bene dell’umanità.
Saranno incisi i nomi della dottoressa Rita Fossaceca, originaria di Campobasso, caduta nel corso di una sparatoria presso l’orfanatrofio a Mijomboni (Kenya) il 28.11.2015, e del professor Lorenzo Maniscalco, originario di Sciacca, di Medici senza frontiere, caduto mentre lavorava all’ospedale di MSF a Bikenge (Repubblica Democratica del Congo) l’1.10.2015.
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