Tutto quello che è accaduto al Molina

Un grande riassunto per capire a che punto siamo con la storia più controversa della città

Stefano Malerba e Christian Campiotti

I dubbi sulla gestione della Fondazione Molina nascono a causa di un prestito obbligazionario convertibile che il cda della casa di riposo ha sottoscritto nei confronti di una società controllata dalla tv Privata Rete 55(foto, Campiotti con Malerba e Angelini, tutti esponenti della Lega Civica)

Il caso politico nasce da motivi di opportunità evidenti e cioè che il prestito coinvolga persone della stessa area politica: il presidente della Fondazione Christian Campiotti è un ex Udc (oggi Lega Civica) e l’editore di Rete 55 Lorenzo Airoldi, ex assessore Dc a Varese, è di fatto riconducibile allo stesso movimento. Entrambi hanno sostenuto, alle recenti elezioni amministrative, la candidatura di Stefano Malerba (Lega Civica).

squadra assessori giunta provinciale galli campiotti

(Christian Campiotti)

PERCHE’ IL PRESTITO SUSCITA DUBBI?

La legittimità del prestito, del valore di 450mila euro, è messa in discussione dalla Regione Lombardia, che ha avviato una indagine amministrativa per chiarire se la Fondazione Molina (che non è un investitore professionale) possa fare prestiti sul mercato. E in particolare se possa farlo a società non quotate e al di fuori di investimenti in titoli bancari e di stato.

A CHI SONO STATI DATI I SOLDI

C’è un altro punto su cui si concentrano i controlli: era possibile prestare soldi a una società, Rete 55 Evolution spa, che non aveva mai presentato un bilancio e che era stata costituita qualche mese prima del prestito dell’ottobre 2015?

CON QUALI GARANZIE

C’è un terzo punto che fa discutere e riguarda le garanzie poste a sostegno del prestito. Il Molina recupererà i suoi soldi? Il prestito è convertibile. Rete 55 Evolution spa, alle scadenze, può decidere se ripagare la Fondazione con denaro. Ma può anche, in alternativa, conferire quote della propria società al posto del denaro. In una intervista, l’ex consulente finanziario della Fondazione, Enrico Bigli, ha spiegato che questo aspetto della vicenda impone delle riflessioni.  Bigli ha definito l’operazione “inquietante” e ha inoltre spiegato che nei 10 anni precedenti gli investimenti furono sempre fatti con banche. Indiscrezioni giornalistiche, infine, rivelano anche la richiesta di un altro prestito fatta a suo tempo alla Fondazione Comunitaria del Varesotto da parte di Rete 55.

Molina Regione Lombardia Commissione Sanita

(La seduta della commissione sanità)

CHI STA INDAGANDO

In questi giorni è in corso una indagine amministrativa da parte dell’ente di controllo regionale, la Ats, che dovrà decidere se l’operazione finanziaria è legittima rispetto alle competenze della Fondazione. C’è però anche un esposto sul prestito, presentato dall’ex candidato sindaco Andrea Badoglio. Inoltre l’ex sindaco Fontana aveva già verbalizzato delle dichiarazioni in procura lo scorso maggio. E’ ipotizzabile che un fascicolo sia stato aperto dalla Procura di Varese. E’ invece chiusa la storia dell’appalto mensa. Per la Ats è legittimo.

COSA C’ENTRA LA POLITICA

La vicenda del prestito è oggetto di forte scontro politico. Alla radice c’è una domanda: chi ha creato il problema? Il cda della Fondazione Molina viene nominato dal sindaco di Varese e l’attuale fu indicato da Attilio Fontana (uno dei consiglieri spetta però alla chiesa)

COME CAMPIOTTI E’ ARRIVATO ALLA PRESIDENZA

L’attuale cda è stato nominato nel 2015 ed è frutto di una alchimia interna al centrodestra. Nell’ultimo anno di vita la giunta guidata da Attilio Fontana, a Varese, cambiò la composizione della sua maggioranza. Lega e Forza Italia fecero entrare in maggioranza l’Udc ed espulsero l’Ncd per ripicca, poiché quel piccolo partito aveva fatto un accordo con il Pd nel consiglio provinciale. L’operazione politica portò alla nomina di Mauro Morello (Udc) come vice sindaco e alla nomina di Christian Campiotti (Udc) alla presidenza della Fondazione Molina.

PERCHE’ L’UDC (LEGA CIVICA) E’ ANCORA AL MOLINA

Lo scorso giugno le carte si rimescolarono: l’Ncd tornò nel centrodestra sostenendo la candidatura alle comunali di Paolo Orrigoni, mentre l’Udc diede vita alla Lega Civica e sostenne una candidatura di centro con Stefano Malerba. Quest’ultimo, al ballottaggio, propose un accordo a Paolo Orrigoni, il quale rifiutò le offerte. Malerba annunciò quindi il suo sostegno al candidato del centrosinistra Davide Galimberti, che vinse le elezioni forse proprio grazie a quei voti. Galimberti ha sempre specificato di non aver mai sottoscritto un accordo elettorale con Malerba. Oggi il sindaco Galimberti non è formalmente alleato con la Lega Civica-ex Udc di Malerba tuttavia il sindaco ha favorito alcune nomine di esponenti vicino a quel partito nelle partecipate e alla presidenza del consiglio comunale.

L’ATTACCO DEL CENTRODESTRA

Nei giorni delle elezioni, a giugno, Raffaele Cattaneo, leader dell’Ncd, rivelò al quotidiano la Prealpina che Rete 55 (tv che sosteneva Stefano Malerba) aveva beneficiato di un prestito dalla Fondazione Molina.

Da allora è iniziata una lunga guerra di posizione: Lega e Forza Italia, più volte, hanno spinto sull’acceleratore per denunciare il prestito. Forza Italia ha espulso un suo iscritto Leandro Ungaro, membro del cda che non ha voluto rinnegare quell’operazione. E così’ ha fatto anche la Lega, che ha espulso Alberto Aimetti ed Enzo Cantoni, i due militanti del carroccio a suo tempo nominati nel cda. Il consigliere regionale Luca Marsico ha presentato una interrogazione al consiglio regionale chiedendo che si indaghi sulla vicenda a cui è seguita la risposta dell’assessore alla sanità regionale Gallera che ha rivelato ufficialmente l’esistenza del Prestito. La Lega Nord ha richiesto una nuova commissione di inchiesta regionale. Il centrodestra è convinto che tra Galimberti e il gruppo che fa capo a Rete 55-Lega Civica vi sia un patto segreto e che spingendo sull’acceleratore, prima o poi, la presunta alleanza entrerà in fibrillazione e la giunta si troverà in grande difficoltà.

Galimberti sindaco

(Davide Galimberti e Attilio Fontana)

IL CONTRATTACCO DEL CENTROSINISTRA

Il sindaco di centrosinistra Davide Galimberti nega che ci sia un accordo con Malerba ma in realtà rimane un aspetto controverso. Galimberti ribatte dando la colpa al centrodestra e alle nomine effettuate a suo tempo da Fontana. Il sindaco ha scelto la linea del silenzio per diversi mesi e non ha mai espresso giudizi su Christian Campiotti, ma di recente ha scritto una lettera alla Procura (e l’ha fatta diffondere) in cui afferma che i controlli li devono fare la regione e la Ats e che questi enti sono colpevolmente in ritardo. Inoltre ha affermato che si deve indagare anche sulle operazioni degli ultimi 10 anni, quando era al potere il centrodestra. Galimberti ha infine affermato che se non avesse vinto le elezioni, probabilmente la vicenda non sarebbe emersa. Tra i suoi, c’è chi dissente dalla linea ufficiale, come Fabrizio Mirabelli.

LA POSIZIONE DI CAMPIOTTI 

Christian Campiotti della Fondazione Molina si è difeso con diversi comunicati stampa affermando che il prestito a Rete 55 Evolution spa è legittimo. Il consiglio comunale lo ha convocato per un’audizione ma egli non ha aderito all’invito (non era comunque obbligato). Lo stesso Campiotti si è rifiutato di presenziare all’audizione della Commissione regionale sanità (dopo aver affermato che sarebbe stato molto felice di parteciparvi) da cui era stato convocato per spiegare la situazione. Campiotti ha tuttavia affermato che si presenterà quando Ats avrà concluso la sua indagine.

(1. continua)

Durante la commissione sanità regionale del 26 ottobre, i vertici della Ats Insubria Paola Lattuada e Lucas Maria Gutierrez hanno affermato che il prestito sembrerebbe illegittimo e hanno aggiunto che le operazioni di inchiesta non sono state concluse anche perché il Molina non ha fornito tutte le carte richieste. La commissione è stata aggiornata alla fine dell’indagine amministrativa prevista a novembre e dunque l’Ats sarà nuovamente convocata. L’Ats ha il potere di commissariare la Fondazione Molina e se lo ritenesse opportuno anche di avviare una azione di richiesta danni al cda.

ASPETTI CONTROVERSI

L’ADVISOR NON HA CERTIFICATO IL PRESTITO

Uno dei motivi portati da Campiotti per difendere l’operazione del prestito é che il prestito è stato giudicato legittimo da uno studio legale molto noto, Dla Piper. Tuttavia la Regione Lombardia ha spiegato che invece lo studio legale non ha mai espresso un parere nel merito. Inoltre il suddetto parere non è giunto prima di effettuare il prestito ma è stato richiesto nel luglio del 2016, almeno 9 mesi dopo. Se queste circostanze fossero confermate, il presidente del Molina avrebbe detto una inesattezza.

IL DIRETTORE GENERALE E LE ASSUNZIONI
Un altro argomento portato da Campiotti a sostegno della tesi di una corretta gestione è quello del risparmio che avrebbe portato al Molina con la revoca dell’incarico al direttore generale Segrini. Tuttavia sembra che a seguito di quella decisione il Molina abbia dovuto sborsare una importante cifra come buonuscita dopo una causa. L’aspetto è ancora da chiarire. Il presidente ha assunto maggiori poteri con quella decisione, inoltre sono state effettuate alcune assunzioni ai vertici.

IL CDA

Infine va chiarito se il Presidente Campiotti sia retribuito o meno. Il cda del Molina storicamente non ha alcuna retribuzione, ma durante la commissione regionale sanità alcuni commissari hanno esplicitamente chiesto come stiano le cose. Il Presidente Campiotti non ha ancora risposto nel merito.

(2. continua)

LA ATS COMMISSARIA IL MOLINA, CAMPIOTTI E IL CDA RIMOSSI

La Fondazione Molina di Varese è stata commissariata il 25 novembre dalla Ats. Il cda è decaduto e al suo posto è stato nominato un commissario regionale, Carmine Pallino. Le motivazioni sono state secretate. Ats, nell’audizione in commissione sanità regionale, aveva parlato di probabile illegittimità del prestito. E’ probabile dunque che sia stata accertata questa ipotesi. Il provvedimento ha suscitato polemiche politiche incrociate.

NUOVA INDAGINE IN CONSIGLIO REGIONALE

Alla luce di quanto accaduto, il consiglio regionale si è mosso nuovamente ed è arrivata la richiesta di istituire una commissione conoscitiva di indagine, da parte del consigliere leghista Emanuele Monti. I partiti sono favorevoli, la commissione inizierà a lavorare al più presto.

(3. continua)

AGGIORNATO AL 28 NOVEMBRE 2016

Roberto Rotondo
roberto.rotondo@varesenews.it
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Pubblicato il 04 Novembre 2016
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Commenti

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  1. Scritto da lenny54

    Se e’certo che per la “collateralita”” di Galimberti con Malerba, il sindaco fara’ fatica a uscirne senza danni e’ altrettanto certo che se le elezioni non fossero state vinte dal centrosinistra questo “bubbone” non sarebbe saltato fuori. E’ strano che un x un prestito del 2015, Lega e FI disconoscano i propri rappresentanti all’interno del cda Molina solo ora. Questo succede quando non eleggendo alternanze nelle amministrazioni, gli eletti fanno il bello e lo “strano” tempo che vogliono.

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