Nel castello di Belforte un patrimonio trascurato da anni

La struttura versa in pessimo stato e negli ultimi anni è tornato al centro delle cronache solamente in occasione di nuovi crolli delle mura

Le condizioni del Castello di Belforte

Le porte del Castello di Belforte si sono riaperte per un giorno per la visita di un gruppo di studiosi guidati dall’assessore alle Opere pubbliche Andrea Civati. Un immobile ricco di storia, di fascino e, purtroppo, di degrado e devastazione.

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La struttura versa in pessimo stato, soprattutto nelle parti di proprietà privata, e negli ultimi anni è tornato al centro delle cronache solamente in occasione di nuovi crolli delle mura.

La visita di questa mattina era aperta ad un gruppo ristretto di persone, anche per ragioni di sicurezza, e di professionisti che per varie ragioni si sono interessati del sito storico. C’era l’architetto Ovidio Cazzola, che si è già occupato di alcune ipotesi di recupero, e c’era anche Giuseppe Terziroli, la cui famiglia ha abitato nel castello fino al 1946.

Le condizioni complessive del castello sono molto degradate anche se in modo diverse nelle varie aree. La parte centrale, di proprietà comunale, è stata rimessa in sicurezza alcuni anni fa e tutto sommato non presenta segnali di cedimento. Diversa la situazione dell’ala più antica, sempre di proprietà comunale e puntellata dai ponteggio dopo un crollo di un paio di anni fa, e delle aree di proprietà privata che versano in pessime condizioni.

All’interno anche dal punto di vista artistico sono diminuiti gli elementi di valore. resiste nella parte seicentesca un affresco di una Madonna ancora molto interessante.

«Sono voluti entrare per vedere di persona le condizioni di questo immobile dopo l’importante intervento di manutenzione del verde che abbiamo fatto di recente – spiega l’assessore Civati -. Questo è sicuramente un patrimonio importante della città che però ad oggi rende difficile ogni ipotesi di recupero: bisognerebbe costruire un valido progetto culturale per dargli un contenuto valido e l’operazione edilizia non sarebbe comunque sostenibile finanziariamente con le sole forze del Comune».

L’assessore ha concluso con la visita di oggi un percorso tra il patrimonio immobiliare del Comune di Varese dopo essere stato a villa Mylius, alla caserma Garibaldi e al seminario di Masnago: «È importante conoscere e parlare di questi luoghi affinché la città sappia l’importanza del proprio patrimonio immobiliare. È anche attraverso la loro conoscenza che potrebbero mettersi in moto le energie necessarie a ipotizzare eventuali progetti di recupero».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 dicembre 2016
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