Referendum e dimissioni, le reazioni della politica

Le dimissioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi aprono le reazioni della politica, nazionale e locale, subito dopo il risultato del referendum costituzionale che ha consegnato la vittoria al “No”

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Le dimissioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi aprono le reazioni della politica, nazionale e locale, subito dopo il risultato del referendum costituzionale che ha consegnato la vittoria al “No” bocciando la riforma.

Matteo Salvini è stato uno dei primi ad intervenire alla chiusura delle urne intestandosi parte della vittoria. Dopo l’annuncio delle dimissioni di Matteo Renzi ha detto in modo molto netto:

«serve votare il prima possibile. Non vediamo l’ora di essere messi alla prova».

Secondo il Movimento 5 stelle, che ha convocato una conferenza stampa in Parlamento durante la notte, l’unica via è tornare il più presto possibile al voto.

«Bisogna andare ad elezioni subito, nessuno pensi di bivaccare», ha commentato Vito Crimi. «Erano tutti schierati per il Sì: giornali, telegiornali, televisioni – dice Alessandro Di Battista – ma i cittadini ce l’hanno fatta. È finito il momento in cui il M5s viene associato all’antipolitica».

Samuele Astuti, segretario del Partito Democratico in provincia di Varese riconosce il risultato e ringrazia chi si è impegnato per il “Sì”:

«Il risultato complessivo è netto per la vittoria del no. Conforta il fatto che in tanti abbiano partecipato questa consultazione e che quindi i cittadini siano ritornati nelle urne.
Desidero ringraziare di cuore tutti i nostri volontari che in questi mesi non si sono mai risparmiati: volantinaggi, gazebo, chiamate. Tra loro in particolare Giuseppe Adamoli, motore instancabile del comitato Basta un Si della provincia di Varese, i Presidenti dei comitati locali e il nostro gruppo di giovani che da mattina a sera hanno lavorato con entusiasmo e passione».

Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale lombardo ed esponente di NCD ha detto:

«Un risultato che mi sorprende per l’ampiezza della volontà popolare contraria alla riforma. Ho votato no perché, come ho cercato di spiegare in tutte le occasioni pubbliche e private, non mi piaceva questa riforma costituzionale. La ritengo troppo centralista, contro le autonomie, le regioni e la sussidiarietà. Il mio è stato un No nel merito.
Ora che il No ha vinto vedo però che, come era prevedibile, tutte le reazioni vanno verso una lettura politica del voto: Renzi deve dimettersi e andare a casa, bisogna andare subito a elezioni, ecc. È comprensibile ma apre a derive pericolose.
In questo momento come non mai credo che nel nostro Paese e nella testa di tutti coloro che hanno responsabilità politica debbano prevalere il buon senso, la ragione e la concordia.
Abbiamo bisogno che il Paese venga governato, senza dare alibi a scorrerie sui mercati, isterie nella società e strumentalizzazioni di ogni sorta.
Anziché far prevalere la logica dello scontro tra fazioni contrapposte, bisogna ricominciare a ragionare insieme. Chi ha criticato Renzi per avere diviso in due il Paese non faccia adesso lo stesso errore. Altrimenti si farà solo prosperare un populismo irresponsabile che mira allo sfascio e che non ha una idea di governo.
Le forze politiche più responsabili ricomincino a parlarsi e facciano insieme una proposta per una nuova legge elettorale e per governare il Paese. E lo facciano subito” lo scrive sul suo profilo Facebook, Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale della Lombardia e coordinatore di Ncd-Varese Popolare».

Il sindaco di Varese Davide Galimberti parla di “una grande occasione persa” parlando dell’esito del referendum

“Peccato…una grande occasione persa per riformare il Paese. Una riforma che avrebbe fatto molto bene anche alla città di Varese, alle sue imprese, all’occupazione e alle famiglie. Servono istituzioni più solide per competere in Europa e nel mondo. Questi dovevano essere i contenuti del referendum e non un giudizio politico pro o contro Renzi. Il voto varesino, che ha segnato un miglior risultato rispetto al dato nazionale, evidenzia una propensione maggiore del nostro territorio al cambiamento e una volontà più forte di rendere le nostre istituzioni più efficienti”.

Di voto al più presto ha parlato anche l’europarlamentare di Forza Italia Lara Comi

“Il risultato di questa affluenza elettorale è stata straordinaria ed è un bene che gli italiani ritornino a votare il prima possibile!
Renzi ha accettato la sconfitta con un discorso di addio che abbiamo sentito raramente da esponenti di centrosinistra.
Ma adesso voltiamo pagina, ha vinto il NO e ora dobbiamo andare avanti.
C’è bisogno, il prima possibile, di una legge elettorale che possa ridare ai cittadini un governo eletto.
Nel mentre, non possiamo perdere neanche un minuto per ricostruire un centro destra nuovo e competitivo che sia pronto per una campagna elettorale. Noi ci siamo, andiamo avanti!”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2016
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