La Shell incontra gli “Amici della Terra”

La multinazionale del petrolio ha incontrato Arturo Bortoluzzi per raccontare il progetto di indagine del sottosuolo che intende portare avanti nella zona di Travedona Monate

petrolio apertura

Arturo Bortoluzzi, presidente dell’associazione Amici della Terra Varese, si dice soddisfatto e onorato che una multinazionale del petrolio come Shell abbia accettato di incontrarlo, nella sede dell’associazione ambientalista, per presentare il progetto per la ricerca di idrocarburi nel territorio varesino (di cui via bbiamo parlato qui).

È stata una dimostrazione di attenzione per la Società civile che Amici della Terra rappresenta. Questa viene trattata con la stessa considerazione che di solito viene riservata dalle industrie private solo alle istituzioni pubbliche.

Terzo settore, popolazione residente e istituzioni pubbliche sono invece informate e trattate da Shell con la stessa considerazione.
Shell chiederà a due ministeri (Ambiente e Industria) e a due regioni (Piemonte e Lombardia) l’autorizzazione a compiere inizialmente una indagine conoscitiva, sia del sottosuolo, sia del territorio sul quale dovrebbe operare. Si tratterà solo ed esclusivamente di verifiche, tra l’altro non invasive di una piccola porzione del territorio varesino (verso Travedona Monate).

Verranno, quando autorizzati, solo provocati dei piccolissimi sussulti nel sottosuolo per verificarne la natura.
Ma si tratterà di movimenti che non verranno in alcun modo percepiti, se non dagli appositi strumenti scientifici. Quando arriverà, il via libera allora Shell procederà con l’indagine geofisica del sottosuolo varesino. Indagine le cui risultanze saranno comunque a patrimonio delle amministrazioni comunali e delle università del territorio che saranno contattate da Shell.

Nel momento in cui la ricerca dovesse segnalare la presenza di idrocarburi in quantità interessante, allora sarà necessario un nuovo studio di impatto ambientale e, ottenute le autorizzazioni a norma di legge, si aprirà un pozzo esplorativo. I tempi dunque sono decisamente lunghi. La prima fase dell’attività che intende realizzare Shell, quand’anche autorizzata, non desta alcun tipo di preoccupazione e anzi potrà fornire agli enti locali degli studi e delle mappature che potrebbero divenire utili. Qualora venissero trovati idrocarburi si dovrà valutare la opportunità di intervenire consentire delle escavazioni, saranno necessarie altre valutazioni ben più approfondita approfondite.

Certo la solidità e le misure della impresa energetica danno assicurazioni che si intenda procedere con strumenti poco invasivi e nel pieno rispetto dell’ambiente. Quello degli scavi rappresenta un nuovo capitolo al quale manca ancora molto tempo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 Aprile 2017
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