I “ghisa” del Verbano al lavoro col drone

Trecento grammi di peso, arriva ad un’altitudine di 150 metri e vede tutto, dagli abusi edilizi alle piantagioni di marijuana. Usato per la prima volta su di un incidente stradale

Per la prima volta si è levato in volo “operativo” la scorsa settimana, quando sulla statale si è verificato quel brutto incidente in cui rimasero coinvolti la nonna e il nipotino: con grande efficacia le immagini dall’alto hanno potuto meglio “fotografare” il teatro del sinistro e definire in maniera più accurata la dinamica. Quelle immagini, oggi sulle scrivanie degli agenti, sono istantanee preziose per il lavoro della polizia locale.

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Il drone della polizia locale 4 di 7
Il drone della polizia locale

Tutto merito del drone: quattro piccole eliche e batterie che consentono un’autonomia di una quindicina di minuti in uso ai 16 “ghisa” del Medio Verbano.

Oggetti sempre più utilizzati in abito “civile” ma anche per compiti operativi in capo alle forze dell’ordine.
Peso e ingombro sono limitati – 300 grammi in tutto – che viene manovrato da terra e radiocomandato: può alzarsi fino a 150 metri e allontanarsi per 500 metri dal punto in cui viene manovrato. E vede tutto. Fotografa e riprende ogni cosa sia utile.

Un impiego che in ambiti operativi può essere applicato soprattutto per verifiche di aree altrimenti inarrivabili, come discariche, tagli sospetti del bosco, per verificare possibili abusi edilizi o piantagioni illegali di marijuana.

L’acquisto del drone rientra nei finanziamenti regionali grazie ai quali è stato possibile rinnovare il parco auto dell’Unione della polizia locale del Verbano, e consentire all’ufficio di lavorare con una tecnologia che permette di risparmiare tempo, così da consentire agli agenti di sbrigare parte delle paretiche anche in versione “mobile”.

Inoltre è in dotazione a questi agenti anche una termocamera: grande quanto una macchina fotografica, consente a speciali rilevatori di calore di aumentare l’operatività la notte, ma anche in orari diurni in zone particolarmente impervie sfruttando le differenze cromatiche dei corpi caldi rispetto all’ambiente circostante.

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Pubblicato il 17 ottobre 2017
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