L’addio al Varese di Federica Rogato
Dopo circa 10 mesi l'addetta stampa biancorossa lascia l'incarico e si congeda con una lettera: «Ricordi splendidi, nessuno escluso»
Forse poco nota al grande pubblico, ma preziosissima per noi addetti ai lavori e per questo grave perdita per la società. Anche Federica Rogato lascia da oggi – lunedì 8 – l’incarico di addetta stampa del Varese Calcio.
Federica, pescarese di origine (e a lungo nell’ufficio stampa della società della sua città), aveva affiancato il club biancorosso in contemporanea all’arrivo di Fabio Baraldi, una decina di mesi or sono e ha dovuto gestire la comunicazione durante le problematiche fasi dei vari avvicendamenti al vertice del Varese.
Ora l’addio, già nell’aria da tempo e arrivato dopo la conclusione della trattativa che ha portato a Masnago Sauro Catellani e il suo gruppo di lavoro. Federica ha salutato città e tifosi con questa lunga lettera di commiato, o – speriamo – di arrivederci.
«Non dimenticherò mai la prima volta che sono entrata al Franco Ossola. La prima volta da biancorossa, intendo. Tutte le altre volte, da avversaria, non contano: avevano un altro sapore e una diversa attenzione.
La prima volta che sono entrata al Franco Ossola c’era il sole e il silenzio assordante del Sacro Monte che dall’alto scrutava e intimoriva. L’odore dell’erba, il caldo dell’estate: mi sono girata lentamente su me stessa per osservare tutto e lasciare che potesse rimanere impresso nella mia memoria.
Quel giorno, da sola, chiudendo gli occhi mi sembrava di sentire le voci di allenatori a bordocampo che si sovrastavano dal passato, lo scalpiccio di migliaia di calciatori a rincorrere il pallone e quel cielo senza nuvole come gli occhi del Peo in una foto bellissima che mi avevano regalato.
La mia storia con il Varese racconta di un amore incompiuto; non parlo di un amore non vissuto. Quelli non vissuti, quelli che ti chiedi come avrebbe potuto essere dopo un po’ cadono nel dimenticatoio, lasciano il posto a nuove emozioni. Gli amori incompiuti, invece, ti logorano perché senti di essere stata ricambiata, ma a un certo punto sei costretta ad allontanarti e sai che quel fuoco che ti è cresciuto dentro rimarrà lì a bruciare e a bruciarti.
E’ il momento di andare via.
Sento di aver fatto tutto quello che è stato nelle mie possibilità – e anche oltre -, per dare un contributo a questa società che sento mia dal primo giorno, cercando di creare un confronto intelligente e generoso con la stampa, una stampa che per me ha volti, nomi, cognomi e un cuore e non solo firme da mettere in calce.
Avrò ricordi splendidi di tutti, nessuno escluso.
Grazie per avermi fatto sentire parte di una storia che è stata ed è anche la vostra.
Mandate un bacio al Sacro Monte da parte mia».
Con stima e affetto,
Federica Rogato
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