Crollo a scuola: dentro i lavori, fuori le polemiche
Bocche cucite in comune dopo il crollo a scuola mentre Movimento 5 Stelle e PD vanno all'attacco dell'amministrazione e il Codacons ha presentato un esposto in Procura
Un silenzio irreale è quello che oggi ha avvolto i quattro piani che ospitano le scuole Bossi e De Amici. Oggi tutti i bambini delle medie e delle elementari che hanno sede in quel grande edificio di via Dante sono rimasti a casa dopo il crollo di una parte di soffitto e il ferimento di tre bambine.
All’interno dell’edificio però qualcuno si muoveva dato che sono iniziati i lavori dei tecnici per cercare di capire cos’è successo. Dal comune però al momento tutte le bocche sono cucite, anche per via del fascicolo che è stato aperto dal PM Rosaria Stagnaro per valutare le responsabilità.
Chi parla è invece la politica. “Non è accettabile per dei genitori dover portare i propri figli a scuola con l’angoscia di non sapere che sono in un luogo sicuro” si legge in una nota del Movimento 5 Stelle. “L’amministrazione non può sempre giustificarsi dicendo che mancano i soldi, quando poi non partecipa ai bandi statali, quando poi per il Baff non si bada a spese, quando al teatro sociale vengono elargiti 100.000 euro ogni anno e soprattutto quando nel bilancio di quest’anno vengono stanziati d’emblée 3 milioni e 700 mila euro per il “parco dello sport” a Beata Giuliana”. Ma in effetti “a bilancio per l’anno 2017 erano previsti 2,7 miloni di euro di manutenzioni straordinarie alle scuole tra cui una voce di 300.000 euro dedicata all’istituto Bossi-De Amicis”. Quindi i 5 stelle si chiedono “come sono stati usati quei soldi? Se sono stati usati…“.
Una domanda che si è posto anche il PD. «Abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti per verificare a quanti bandi ha partecipato l’amministrazione -dice il consigliere PD, Massimo Brugnone-. Non ci credo che solo Busto in tutta Italia non ha ricevuto soldi. Abbiamo segnalato più volte i problemi nelle scuole e segnalato i bandi come quello delle scuole belle. Quasi comico sentire il sindaco dire che eravamo troppo virtuosi per partecipare ai bandi e poi abbiamo i controsoffitti che cadono in testa ai nostri bambini».
Nel frattempo scende in campo anche il Codacons. “La sicurezza deve essere la priorità assoluta, e deve essere sempre garantita, è chiaro che qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto, se si sono verificati episodi di questa gravità”, si legge in una nota dell’associazione che annuncia anche che “presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica di Varese, e chiederemo che la scuola rimanga chiusa finché non sia garantita oltre ogni ragionevole dubbio la sicurezza dei cittadini”.
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