Ciclabile, convenzioni e parcheggi: nuove regole di mobilità

L'amministrazione accelera sul cambiamento della viabilità cittadina per "recuperare dieci anni di ritardo". Le innovazioni che ci faranno cambiare abitudini

pista ciclabile a Varese

Varese sconta un ritardo di almeno 10 anni nel campo della mobilità. I centri urbani si vanno modificando: complici le emergenze ambientali e climatiche ma anche la vivibilità, gli amministratori studiano alternative per rendere più fruibile il cuore dei centri urbani.

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La pista ciclabile in via XXV Aprile a Varese 4 di 30

È questo l’obiettivo dell’amministrazione di Varese con il piano “Varese di muove”. Meno parcheggi lungo le strade ma concentrati in “polmoni di sosta”, potenziamento dei trasporti urbani, incentivazione della bicicletta con il bike sharing e corridoi protetti.

ISOLE DI PARCHEGGI – Il modello è rivoluzionario ma non è nuovo. Il progetto di togliere le auto dai lati delle strade risale negli anni. Con il parcheggio di via Sempione e la realizzazione di 100 posti auto a Casbeno si mettono le basi per “ripulire” le vie del centro cittadino e offrire così maggiori spazi e occasioni di fruizione ai cittadini.

PISTA CICLABILE – È un progetto importante che nasce da un modello ormai diffuso e consolidato. Nelle maggiori città italiane e straniere esistono piste ciclabili. Varese si appresta ad avere il suo primo chilometro nel centro storico. Si parte dalle stazioni, dove è in fase di definizione un progetto di ricostruzione globale, si attraversa tutto il centro raggiungendo il lago e la sua ciclabile. Il percorso è centrale volutamente: la bicicletta deve ottenere la stessa dignità degli altri mezzi di trasporto e non essere relegata in vie secondarie. Per questo passerà da via XXV Aprile, proprio là dove ci sono servizi importanti , dal quartiere scolastico al distretto sanitario. Chiunque deve sentirsi libero e sicuro di viaggiare sulla due ruote.

Il cordolo a protezione, attualmente in fase di realizzazione, è stato pensato per evitare la sosta delle auto: ci sarà dalla parte dell’istituto Daverio mentre sul lato opposto sarà solo disegnata con una colorazione ad hoc. L’obiettivo è quello di evitare abusi da parte degli automobilisti: per questo, all’apertura delle scuole, la polizia locale sarà spesso presente per aiutare le auto a rispettare la nuova segnaletica. Si vuole evitare di ripetere l’errore di Viale Belforte dove la linea dedicata alle due ruote è spesso occupata da auto in sosta che usufruiscono dei negozi presenti.

Non verranno toccate le fermate degli autobus: i viaggiatori avranno la precedenza sulle bici nel momento in cui dovranno salire o scendere dal pullman e andranno a occupare la ciclabile

PARCHEGGI UTENTI FREQUENTI – I parcheggi tolti da via XXV Aprile e destinati a quanti hanno scelto di pagare un abbonamento mensile saranno rimpiazzati solo se ci sarà effettiva necessità. Dal monitoraggio di questi posti auto si vede che si tratta di parcheggi inutilizzati o sotto utilizzati e, quindi, ben sostituibili con i nuovi posti creati a Casbeno. L’amministrazione si è detta, comunque, pronta a indicare aree alternative in caso di necessità 

CONVENZIONE CON CENTRI COMMERCIALI – In questi giorni, Palazzo Estense sta procedendo con nuove convenzioni oltre a quelle già sottoscritte con Lidl, Famila, Coin e Ospedale di Varese. L’incasso, solo con questi accordi, è di oltre 100.000 euro. La destinazione dei fondi è ancora aperta e si dialoga con i negozianti. Le ipotesi sono quelle di migliorare l’arredo urbano o la mobilità sostenibile. In particolare, l’amministrazione ha fatto richiesta all’ente sovraprovinciale, che regola il Trasporto pubblico urbano, di potenziare le corse dei pullman e di aggiungere nuove tratte. Ci sono poi l’investimento della funicolare o il park and bus da sostenere con ulteriori risorse.

Dopo la rivoluzione dei parcheggi blu dello scorso anno, Varese si prepara a nuovi profondi cambiamenti: « Dobbiamo decidere che tipo di città vogliamo essere – chiarisce l’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati – noi scontiamo un ritardo di circa 10 anni rispetto ad altre realtà italiane ed europee. È tutta questione di abitudine, il cambiamento è importante ma persegue il miglioramento della qualità della vita»

Alessandra Toni
alessandra.toni@varesenews.it

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Pubblicato il 28 Agosto 2018
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