Amsc, si cerca un amministratore

Molta attenzione è stata concentrata sulla vicenda della piscina di Moriggia. Ma nel frattempo si è anche aperto un altro fronte: la nomina di un nuovo vertice per sostituire il cda dimissionario. Scadenza: giovedì tardo pomeriggio

gallarate generico

Ok, gli occhi son tutti puntati sulla riapertura della piscina Moriggia, tema di scontro politico e amministrativo, ma anche interesse concreto dei gallaratesi (e non solo loro). Nel frattempo però si è aperto un altro fronte: la necessità di individuare i nuovi vertici di Amsc.

Gli attriti tra il sindaco Cassani e il cda guidato da Roberto Campari sono sfociati nelle dimissioni dell’intero consiglio di amministrazione, che hanno quasi sorpreso il primo cittadino («Mi aspettavo aspettassero almeno di riaprire la piscina»). Cassani però aveva già ben in mente la necessità di sostituire gli amministratori, in cui – l’ha ripetuto a tutti, nelle ultime due settimane – non aveva più fiducia.

Chiara la volontà, meno l’approdo finale. Vale a dire: non è facile trovare nuovi amministratori per la ex municipalizzata, definita dallo stesso sindaco – seppur in un momento di rabbia – «sputtanata». Cassani vuole passare all’Amministratore Unico anziché al Cda, per semplificare la catena di comando e avere un referente unico. Sarebbe un ritorno ad un assetto già visto ai tempi del centrosinistra, quando alla guida di via Aleardi fu messo Luciano Spairani, che fece da traghettatore per due anni.

E adesso? Il sindaco da dieci giorni sta incontrando possibili candidati al ruolo. Una decina almeno, in totale, tra cui ad esempio son saltati fuori i nomi del gallaratese Giorgio Gaspari, di Bruno Nobili, dell’amministratore della Spes di Somma Andrea Gambini (dato come in pole position dai rumors, salvo che poi si è scoperto essere “inconferibile” sulla base della normativa vigente). In questi giorni il nuovo giro di consultazioni – destinate a proseguire fino a oggi – ha visto passare commercialisti della zona e del Milanese, manager di società di consulenza e dal settore industriale.

«L’importante per me è avere qualcuno che in azienda ci stia davvero» ha ripetuto Cassani. Che però è consapevole che non è cosa da poco, da chiedere al manager. Perché questo impegno a Gallarate ha come corrispondente una retribuzione non proprio di livello manageriale (36mila euro lordi, non è un mistero), perché un eventuale ex manager pensionato dovrebbe farlo gratis, perché le norme del settore delle partecipate limitano molto la scelta, escludendo chi ha avuto incarichi pubblici troppo recenti. E infine perché lo scenario dell’azienda non è proprio facilissimo, come appunto aveva ricordato lo stesso sindaco.

In ogni caso: la scadenza è imminente. Giovedì nel tardo pomeriggio si riunisce l’assemblea dei soci (che poi è il solo Comune di Gallarte), che dovrà prendere atto delle dimissioni del cda guidato da Campari e dovrà conferire l’incarico all’Amministratore Unico. Ecco perché ormai la scelta è – inevitabilmente – imminente.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 10 ottobre 2018
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