Cimice asiatica, un pericoloso “alieno”

Non è dannosa per l'uomo e nemmeno per gli animali ma si può considerare innocua? No, secondo gli esperti e gli agricoltori. Ecco perché l'invasione di questo insetto è costantemente monitorata

Cimici, incontri ravvicinati

Non punge e non è dannosa né per l’uomo né per gli animali. E a parte il disagio per la sua presenza nelle abitazioni – tende infatti a ricercare il tepore delle stanze di casa, soprattutto nel periodo autunnale – ed eventualmente per lo sgradevole odore che emana se schiacciata o infastidita, la cimice asiatica (Halyomorpha halys) potrebbe essere considerata un insetto del tutto innocuo.

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Eppure il suo arrivo in Italia e la sua rapida e capillare diffusione in quasi tutte le regioni qualche problema lo stanno provocando tanto da annoverarla tra le “specie esotiche pericolose”.

Sono soprattutto gli agricoltori a denunciare gli effetti dell’invasione di questa cimice dalla tipica colorazione rosso-marrone “marmorizzata”, la cui presenza nel nostro paese è relativamente recente. Ricordiamo infatti che i primi esemplari di cimice asiatica sono stati osservati dai ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia nel settembre del 2012.

Da allora il numero di questi insetti è aumentato notevolmente anche se in misura diversa nelle varie regioni italiane.

Le uova e la nascita delle cimici asiatiche

IL MONITORAGGIO DELLA DIFFUSIONE
Al ritrovamento dei primi esemplari gli studiosi dell’ateneo emiliano hanno subito compreso la potenzialità di crescita della popolazione di questo insetto e, in collaborazione con cittadini e agricoltori, hanno avviato e portato avanti negli anni l’osservazione scientifica sua diffusione in Italia dal Nord, dove si è insediata praticamente ovunque al Centro e Sud del Paese (Qui una serie di pubblicazioni sull’argomento).

PERCHE’ PERICOLOSA
In un opuscolo sul tema, diffuso dalla Direzione Generale Agricoltura della Regione Emilia Romagna, è spiegato in sintesi il rischio connesso all’invasione di questi insetti: «Nel nord est degli Stati Uniti questa cimice sta creando gravi danni all’agricoltura a causa della sua notevole polifagia e, in alcune regioni, è rapidamente diventata l’insetto “chiave” per la difesa dei frutteti (soprattutto su melo, pero, pesco) superando per pericolosità i lepidotteri tortricidi. Per questo motivo il suo arrivo in Italia e a Modena, in una zona di frutticoltura intensiva, è visto con una certa apprensione. Negli Stati Uniti però, H. halys sta creando anche un forte allarme fra la popolazione per le massicce migrazioni di centinaia di migliaia di esemplari adulti che, dai campi in cui vengono coltivate le piante ospiti, a fine estate si spostano nelle abitazioni limitrofe. Come tutte le altre cimici anche H. halys, se minacciata, emette un odore sgradevole ma, a parte il fastidio, non punge e non trasmette malattie all’uomo».

COME RICONOSCERLA

Un esemplare adulto

La cimice asiatica corrisponde, per forma e dimensioni (adulto: da 1.2 a 1.7 cm), a una qualsiasi cimice europea ma ha colorazione marmorizzata e 5 tipiche tacchette triangolari bianche laterali, la cui punta è rivolta verso il centro dell’insetto. Ama trascorrere l’inverno riparata all’interno degli edifici, in vani e fessure, che abbandona in primavera per tornare sulle piante dove si alimenta e depone le uova. Le cimici asiatiche hanno carattere gregario e si spostano in gruppi molto numerosi sulla base della disponibilità di nutrimento e riparo.

DALL’EMILIA AL CANTON TICINO
Come prevedibile, l’invasione non si è naturalmente fermata ai confini nazionali. “Nel 2007 – si legge nel sito del Dipartimento del territorio del Canton Ticino dedicato alle specie invasive – è stato ufficializzato da parte di ricercatori svizzeri il primo ritrovamento per l’Europa di questa specie, proveniente dai dintorni della città di Zurigo. Nel breve volgere di alcuni anni è stata segnalata la sua presenza anche al sud delle Alpi, prima in Italia (Emilia Romagna) nel 2012 e poi anche in Ticino nel 2013. L’insetto si è rivelato capace di riprodursi alle nostre latitudini e, in assenza dei nemici naturali in grado di contenerlo, anche di proliferare”. (Qui un approfondimento sulle caratteristiche e le abitudini di questo insetto).

SOS “ALIENI”
Pesche, mele, piccoli frutti, ciliegie: sono le coltivazioni più a rischio. In una recente nota della Coldiretti ha stimato i danni al settore causati dall’invasione degli insetti alieni, favorita dal clima e dalla mancanza di predatori in natura: “La “cimice marmorata asiatica” (Halyomorpha halys) che sta distruggendo i raccolti nei frutteti e negli orti è solo l’ultimo dei parassiti alieni, dalla Popillia japonica alla Drosophila suzukii fino alla Aetina tumida, che con i cambiamenti climatici hanno invaso l’Italia, provocando all’agricoltura e alle grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia danni stimabili in oltre un miliardo”. “Fondamentale – continua la Coldiretti – è certamente l’intensificazione dei controlli negli scambi commerciali per fermare una strage che mette a rischio i conti economici delle imprese ma anche la biodiversità del Paese. L’arrivo in Italia della “cimice marmorata asiatica” – sostiene la Coldiretti – è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all’anno con 300-400 esemplari alla volta. A favorirne la diffusione è stato un anno particolarmente caldo: si tratta di insetti polifagi che dove si sono diffusi hanno decimato i raccolti”.

Cimici, torna l’invasione degli “ospiti” sgraditi

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Pubblicato il 11 ottobre 2018
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