Niente spazi pubblici a fascisti e nazisti

Lo ha deciso il consiglio comunale. Il consigliere Biddau lascia l'aula prima del voto

laveno mombello

Un consiglio comunale movimentato quello che si è tenuto giovedì 27 settembre a Laveno Mombello. In aula, infatti, è rimasta solo la maggioranza a votare le modifiche per “l’applicazione della tassa occupazione spazi ed aree pubbliche e per la disciplina delle relative occupazioni” e quello per “utilizzo degli immobili di proprietà comunale“.

In sostanza, l’obiettivo delle modifiche è quello, nel primo caso di “vietare le occupazioni per iniziative che possono anche indirettamente implicare le lesioni dei diritti e delle garanzie fissati dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, della Costituzione della Repubblica Italiana e dal complessivi quadro normativo internazionale, volti a sancire il divieto di condotte riconducibili al fascismo, a regimi totalitari o alle discriminazioni di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di disabilità di orientamento sessuale e identità di genere e di ogni altra discriminazione prevista dalla legge”.

Per quanto riguarda la seconda modifica rivolta all’“utilizzo degli immobili di proprietà comunale” invece, si legge: “non potranno in alcun caso essere concessi in uso spazi e aree pubbliche per lo svolgimento di conferenze, incontri e manifestazioni di qualsiasi natura alle organizzazioni ed associazioni che indirettamente si richiamano all’ideologia, ai linguaggi, ai rituali fascisti, alla simbologia e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale, o per ragioni di lingua, di opinioni politiche o per condizioni personali o sociali, in base alla verifica delle previsioni dei rispettivi statuti”.

In entrambi i casi quindi, coloro che faranno domanda per l’utilizzo di spazi pubblici dovranno dichiarare di rispettare la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana secondo la quale “è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”.

Le delibere vanno in applicazione di una mozione che era stata approvata dal Consiglio Comunale del 1/07/2013.

La maggioranza ha approvato all’unanimità le due modifiche al regolamento comunale mentre Biddau, prima del Fronte Nazionale, ora indipendente ha abbandonato il consiglio comunale in apertura. Giacon e De Bernardi invece, hanno abbandonato l’aula durante il punto numero 5, che riguardava la presentazione del Documento Unico di Programmazione.

Le modifiche al regolamento comunale sono state approvate e l’Anpi ha espresso “piena soddisfazione” per le norme antifasciste sugli spazi pubblici.

L’intervento del Consigliere di maggioranza Francesco Anania 

«Le modifiche ai due regolamenti che vengono portate questa sera all’esame del Consiglio Comunale, con il loro contenuto antifascista e antidiscriminatorio, confermano e rafforzano la cultura democratica e civile che caratterizza, da sempre, Laveno Mombello. Si inseriscono, inoltre, all’interno di un impegno dell’Amministrazione comunale, sostenuto fortemente da questa maggioranza, per tutelare i valori fondanti della nostra Costituzione.

Diverse sono state le iniziative intraprese in questi anni in questa direzione: per citare solo qualche esempio, ricordiamo i cicli di incontri organizzati dalla nostra Biblioteca e basati su articoli della nostra Carta costituzionale. O ancora la collaborazione con la sezione A.N.P.I. di Laveno Mombello e l’Istituto Comprensivo “G.B. Monteggia” per l’istituzione del premio “Martiri della Libertà”, rivolto ai ragazzi di terza media e in onore dei partigiani lavenesi caduti nella lotta di Liberazione. È invece ormai consolidata, a oltre un decennio dall’introduzione, la tradizione del battesimo civico dei diciottenni il 2 giugno, con la consegna, tra l’altro, di una copia della Costituzione Repubblicana. Questo ulteriore passaggio, la modifica che viene proposta questa sera ai regolamenti che disciplinano l’occupazione di spazi e aree pubbliche e l’utilizzo degli immobili di proprietà
comunale, nasce dal presupposto che non possa essere concesso l’utilizzo degli spazi pubblici a chi professa apertamente valori contrari a quelli del rispetto dell’altro, delle diversità e dei valori democratici sui quali deve fondarsi la nostra società. E che chi chiede spazi pubblici debba conoscere e rispettare le norme che sanzionano anche sotto il profilo penale l’apologia di fascismo. Un’ideologia che è stata nefasta per il nostro Paese, basata sulla negazione della democrazia e
dell’uguaglianza delle persone, sulla limitazione dei diritti, sull’oppressione dei diversi. Come già hanno fatto altri comuni italiani, questo è un segnale forte che Laveno Mombello intende dare contro un pericolo sempre presente nella società, ma è anche indubbio come gli ultimi tempi abbiano visto la minaccia neofascista diventare più forte e le manifestazioni e gli episodi di intolleranza, in particolare a sfondo razzista e xenofobo, diventare più frequenti nel nostro Paese ma non solo. Una situazione segnalata anche dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, che nelle scorse settimane inquadrando tutto il contesto europeo ha perfino manifestato l’intenzione di inviare personale delle Nazioni Unite in Austria e Italia, e parlando in particolare del nostro Paese, allo scopo di “valutare il netto aumento segnalato di atti di violenza e razzismo contro migranti, persone di origine africana e rom”. In questi giorni si ricorda l’entrata in vigore in Italia delle leggi razziali, avvenuta 80 anni fa, una  delle pagine più nere della storia italiana responsabilità del fascismo. L’approvazione di queste norme regolamentari a pochi giorni da questo anniversario ci consente, infine, di rafforzare anche attraverso la memoria, la difesa dei valori democratici e repubblicani.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 ottobre 2018
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