«Droga nei boschi, contro gli spacciatori si muova il popolo dell’enduro»

Una singolare proposta che mantiene accesi i riflettori su un problema che comincia ad essere sentito anche nel Nord della provincia

Avarie

«Egregio Direttore, leggendo l’articolo dello spaccio nei boschi mi sono indignato anche perché quelli erano i boschi dove da adolescente praticavo il mio sport preferito: l’enduro motociclistico».

Il dibattito sollevato da un lettore che ha denunciato pubblicamente lo stato in cui versano alcuni boschi del Nord della provincia in mano a gang dedite allo spaccio di eroina continua. E sempre dai lettori giungono in redazione proposte legate al controllo del territorio, a volte anche in maniera pittoresca, ma fino ad un certo punto: il desiderio di riappropriarsi di spazi che devono essere di tutti merita di essere raccontato. Pubblichiamo per questo la lettera che segue.
(ac)

Sono passati più di 30 anni da quel periodo, vissuto con gioia e con la certezza che la nostra disciplina nei boschi non recava danno all’ecosistema.

Oggi questa pratica sportiva è invece demonizzata da persone che in nome di un perbenismo ecologico di facciata gioiscono nell’impedire l’accesso al bosco ai suoi frequentatori.

Il bosco è una risorsa comune e quindi è un diritto di tutti poterlo frequentare nel rispetto della regole e della civile convivenza, non creiamo solchi maggiori di quella creati da un trattore o dalla jeep del fungaiolo o del cacciatore, usiamo mezzi regolari, targati, assicurati e abilitati alla circolazione.

Usufruiamo di quelle strade militari, mulattiere che rappresentano comunque delle sedi stradali sterrate e quando si incontrano trekkers, gente a cavallo si spegne la moto finché si sono allontanati.

Qualcuno è arrivato perfino a tirare cavi all’altezza della gola, (…).

Tutto questo quando invece potremmo rappresentare una vera risorsa sociale ed aiutare il bosco ed i suoi frequentatori.

L’estensore dell’articolo ha pensato alla presenza del cacciatore per tenere lontano questi delinquenti, ci potremmo essere anche noi a scoraggiare certe pratiche, possiamo coprire distanze che nessuno è in grado di fare, potremmo segnalare (come abbiamo già fatto) discariche abusive, potremmo essere di aiuto a persone in difficoltà come successo a quei due anziani smarriti nei boschi del gallaratese e trovati da enduristi qualche mese fa.

Due anni fa siamo andati nelle valli bergamasche, sfruttando la geniale idea di un piccolissimo comune, che ha destinato dei percorsi legali alle moto enduro facendo pagare un piccolo ticket (5€) a coloro che ne usufruiscono, ed in quel giro durante la pausa pranzo in un piccolo ristorante disperso abbiamo portato aiuto ad una anziana cardiopatica che stava facendo una congestione (è il mio lavoro per fortuna ed ho una certa competenza in campo medico)

Il destino ha voluto che la simpatica nonnina trovasse degli enduristi sulla sua strada, perché nessuno sapeva cosa fare e la strada asfaltata terminava 20 km prima.

E non dimentichiamo che ad Amatrice, i primi e gli unici che sono stati in grado di portare immediatamente farmaci e generi di prima necessità in zone impervie sono stati degli enduristi grazie ai loro mezzi, capacità di guida e conoscenza del territorio.

Oggi invece i boschi a noi vietati sono alla mercè di spacciatori e tossicodipendenti che fanno il bello ed il cattivo tempo, e faccio quindi una domanda provocatoria: vorreste incontrare un’endurista nel bosco oppure un pusher con un macete in mano?

Spero troviate interessante questa riflessione e degna di pubblicazione.

Cordiali saluti

(Lettera firmata)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2018
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Commenti

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  1. Scritto da screw

    Se le interesa la natura e l’ecologia può si fare enduro, ma con una bicicletta mountan bike, al limite elettrica se vuole piu brio, ma non veniteci a dire che smanettare in moto nei boschi sia ecologico per favore.

  2. Scritto da Giorgio Martini Ossola

    concordo al 100% ed ho pensato anche io la stessa cosa leggendo l’articolo di pochi giorni fa,si è fatto tanto clamore per vietare alle moto da enduro di frequentare le mulattiere dei nostri boschi e poi li si vedono invasi da spacciatori di ogni risma.MEGLIO LE MOTO!!

  3. Scritto da screw

    nei boschi ci vadano escursionisti,fungiatt,ciclisti,ebikers, al limite cacciatori se propio serve controllare la fauna, ma vade retro moto e quad!
    puzzano fanno rumore, l’esatto contrario di ciò che cerca chi frequenta il bosco.
    lo spaccio se lo togli da una parte risorge da un altra. è meglio nei boschi che sotto casa,

  4. Scritto da riki

    A uno che pontifica sul fatto che le moto siano dannose nei boschi senza sapere neppure cosa sia un bosco, e poi da il via libera agli spacciatori perché tanto, meglio nei boschi che sotto casa, auguro di farsi una bella passeggiata ecologica in uno di questi boschi e trovarsi davanti un interlocutore su pari.

    1. Scritto da screw

      no guardi che io i boschi li frequento spesso, ma non certo in moto, ma in bici o a piedi, e ogni volta che trovo delel moto ne vengo disturbato. La moto porta puzza e rumore .
      Quindi non capisco propio perchè si debba spingere sulle moto quando il bosco lo si può vivere serenamente in bici o a piedi, in particolar modo adesso che sta sbocciando il fenomeno delle bici elettriche.

  5. Scritto da michele_drive

    fra spacciatori e moto da cross è una bella lotta eh…le moto da cross nei boschi sono vietate (per fortuna) nei parchi (RTO per esempio) con tanto di ordinanze e segnaletica. Bye bye.

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