Ospedale unico? Rimanga un presidio su Gallarate
Il protocollo d'intesa tra Comuni e Regione era scaduto, ma ora il progetto riparte. Dalle file dell'opposizione il Pd chiede una presa di posizione che fermi il decadimento dell'ospedale attuale e garantisca un futuro
Come fermare il decadimento dell’ospedale di Gallarate (e di quello di Busto)? Il Pd chiederà al consiglio comunale di esprimersi su questo. E di prendere una posizione anche per garantire un futuro al presidio di via Pastori, anche se in forme nuove e complementari all’ospedale unico.
Lo strumento è una mozione, vale a dire – appunto – una richiesta che impegni poi la giunta a prendere una posizione precisa. Lo fanno, i dem, a partire dai dati attuali. Vale a dire da un lato il “sostegno” dei sindaci Cassani e Antonelli “a favore del progetto come unica soluzione per salvaguardare i due presidi che sono collocati a soli 5 chilometri di distanza l’uno dall’altro”. Dall’altro l’attuale stato dei due ospedali, che secondo il Pd sono ormai in una “situazione di grave emergenza”, legata in particolare a una carenza di personale medico e infermieristico “a livelli di allarme”, che comporta “un preoccupante incremento dei rischi operativi” e una percezione ormai deteriorata da parte dei pazienti. Senza contare problemi operativi, come i due sistemi informatici – gallaratese e bustocco – che non dialogano.
E quindi? Il Pd chiede alla giunta di “procedere urgentemente e tempestivamente ad un piano attuativo per l’ospedale nuovo”, di “verificare l’opportunitò di indirizzare la costruzione del nuovo ospedale nel sedime occupato da quello di Busto” (un’ipotesi già delineata qualche mese fa) e contemporaneamente di chiedere di “riconvertire l’ospedale di Gallarate in presidio ospedaliero per degenze a bassa intensità, percorre riabilitative o ricoveri temporanei per i pazienti fragili e cronici”, anche con servizi ambulatoriali. In sostanza: specializzare Gallarate e Busto su due fasi diverse, quella acuta e quella successiva.
Quanto al presente, viene chiesto di fare pressione per “aprire straordinariamente i concorsi di assunzione di personale per il Pronto Soccorso anche a medici non specializzati in medicina d’urgenza”, per tamponare – per così dire – le falle che si sono aperte.
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