Sospesa la cena alle persone sgomberate dal campo sinti

Il Comune di Gallarate ha rimesso in discussione l’accordo sottoscritto con l’albergo. L’ordine di non erogare il pasto serale inviato via fax al direttore poco dopo le 18

sinti somma

L’amministrazione comunale di Gallarate sospende l’erogazione della cena alle persone rimaste senza casa dopo lo sgombero del campo sinti.

Dopo che la vicenda è comparsa in televisione con la presenza del sindaco Andrea Cassani, il Comune ha rimesso in discussione l’accordo sottoscritto con l’albergo. L’ordine di non erogare il pasto serale era stato inviata con fax al direttore dell’albergo poco dopo le 18.

«Il sindaco sta calpestando i diritti delle persone – contesta il legale delle famiglie, Pietro Romano –. Hanno mandato anche la comunicazione che erano disponibili i buoni pasto da 7 euro, che comunque non sono qui. Come possono comprare da mangiare se viene anche comunicato all’ultimo? E dove cucinano, se non hanno nessuna cucina?».

Le famiglie a mezzogiorno mangiano il cibo (affettati e pane, per esempio) acquistato al supermarket, non potendo cucinare. In serata la situazione è diventata molto tesa anche per i tempi della comunicazione arrivata a ridosso della cena. Sul posto è arrivato il sindaco di Somma Bellaria, con il vice Aliprandini, per monitorare la situazione. Informato anche il commissariato di Gallarate.

In serata, per riportare un po’ si serenità, il direttore dell’albergo ha deciso di offrire agli ospiti un piatto di pasta. «Da padre e da sindaco reputo vergognoso quanto accaduto stasera» è il commento di Stefano Bellaria, primo cittadino sommese, che pure fino ad oggi ha sempre tenuto un profilo basso sulla vicenda, evitando lo scontro con Cassani. «Ringrazio anche il direttore per il suo gesto di umanità».

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2018
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