Famiglie sinti allontanate, da giovedì gli incontri con i servizi sociali

Il sindaco Cassani rimane sulla sua posizione. Le famiglie si sono divise ospiti di parenti, qualcuno in camper. Anche in questi giorni "presenza" di protesta di alcuni sinti davanti al municipio

Sinti protestano a Gallarate - 31 dicembre 2018

Dopo la protesta e lo scontro davanti al municipio al 31 dicembre, ora sono giorni di attesa, per le famiglie sinti di Gallarate. Divise tra  i camper e l’ospitalità da parenti fuori Gallarate, nei prossimi giorni dovrebbero essere convocate a Palazzo Broletto, dai servizi sociali.

L’accoglienza in albergo a Somma Lombardo è scaduta il 31 dicembre scorso, nei termini che il sindaco Cassani aveva confermato già a inizio dicembre (l’avvocato Pietro Romano, legale delle famiglie, aveva invece battagliato sul termine dell’8 gennaio). Dopo la giornata di protesta davanti al municipio, le famiglie si sono divise: molti sono ospiti di parenti in altre località, tra la Lombardia e i territori limitrofi (come Gravellona Toce), altri – soprattutto capifamiglia e maschi adulti – sono rimasti in zona a bordo dei camper.
Una sola famiglia di sei persone è ospitata in alloggio d’emergenza del Comune, in attesa del trasferimento nella casa popolare già assegnata a Gallarate.

È di fatto un allontanamento da Gallarate che preoccupa le associazioni che seguono i sinti (per esempio per la frequenza a scuola dei bambini) e sarà probabilmente contestato sul piano legale dall’avvocato Pietro Romano, che segue pro bono le famiglie.  Viene invece  rivendicato dall’amministrazione comunale: Cassani ha sempre detto che le famiglie hanno strumenti per andare a vivere altrove, ad esempio la proprietà di terreni agricoli fuori Gallarate, che però secondo i sinti sono occupati da altri parenti.

Nel frattempo, l’accordo di massima fatto al 31 dicembre prevede la convocazione delle famiglie singolarmente ai Servizi Sociali, che dovrebbe iniziare il 3 gennaio. Le famiglie hanno ora fatto richiesta di alloggio d’emergenza.

LA VICENDA
Le famiglie sinti di Gallarate vivevano nell’area dietro al cimitero, in via De Magri: sono sinti italiani, in gran parte in zona da decenni. Nel 2008 l’amministrazione Mucci (sostenuta dal solo PdL, dopo la rottura con la Lega) trasferì in campo nell’area attrezzata di via Lazzaretto, in zona isolata ai margini della città. Nel 2010-11 l’amministrazione comunale Mucci diede lo sfratto alle famiglie, poi di fatto “congelato” dall’amministrazione Guenzani. Nel 2018 l’amministrazione Cassani ha cambiato approccio, procedendo non più con lo sfratto ma contestando la presenza di case mobili e roulotte come abuso edilizio. Il campo è stato sgomberato a fine novembre.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 02 gennaio 2019
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